Siria, Pezzi (arcivescovo Mosca): «Importante l’azione del Papa per la pace, forse siamo vicini a una soluzione»

A margine del convegno di Russia Cristiana, monsignor Paolo Pezzi parla dell’iniziativa di papa Francesco per la pace in Siria: «Ci ha ricordato che l’altro non deve essere un nemico da eliminare»

«Papa Francesco ci ha ricordato che l’altro non deve essere un nemico e che la soluzione della crisi siriana non può consistere nell’eliminazione del problema ma nell’affronto del problema». Così Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, ha commentato l’iniziativa per la pace e contro l’intervento americano promossa dal Santo Padre a settembre.

«SOLUZIONE DELLA CRISI PIÙ VICINA». Monsignor Pezzi ha parlato in conferenza stampa a margine del convegno internazionale organizzato da Russia Cristiana dal titolo “Identità, alterità, universalità” che si è tenuto a Milano dal 5 all’8 ottobre e proseguirà a Mosca dall’8 all’11 novembre. «Io non so se Putin abbia le stesse intenzioni del Papa – ha aggiunto l’arcivescovo – ma forse oggi, dopo tanti anni, assistiamo alla possibilità di risolvere una situazione di crisi non in modo distruttivo ma costruttivo».

«MENTALITÀ IMPERIALISTA ANTI-OCCIDENTALE». Sui motivi che hanno spinto la Russia a sostenere il regime di Bashar Al Assad è intervenuto anche Andrej Zubov (foto a destra), storico, politologo e docente di Storia delle Religioni all’Università Mgimo di Mosca. «Ci sono quattro ragioni che motivano la posizione del mio paese: la prima è che la Russia mantiene ancora oggi, 25 anni dopo la caduta del comunismo, una mentalità imperialista anti-occidentale. Se l’Occidente quindi appoggia i ribelli, è normale che la Russia stia con Assad».
Inoltre, ha continuato, «il Cremlino non vede di buon occhio la “Primavera araba”, perché teme che possa scatenare anche una “Primavera russa” e quindi si è schierato contro le rivolte».

«ASSAD COMPRA LE NOSTRE ARMI». Ci sono anche ragioni più “personali”: «Ai tempi dell’Urss Brèžnev era unito ad Assad padre da legami di amicizia. È normale quindi che anche l’attuale élite politica sia unita ad Assad figlio. L’ultimo motivo – ha concluso Zubov – è economico. La Siria è uno dei migliori compratori delle armi russe e le aziende militari temono di perdere un mercato molto importante con la caduta di Assad».
Sul tema è intervenuto con una battuta anche Aleksej Kozyrev, docente di filosofia all’Università statale di Mosca: «Che il Papa sia contrario alla guerra non mi sembra una novità. Per quanto riguarda la Russia, quando ci si trova davanti a una forte aggressività nei confronti della Chiesa in Siria, non è possibile restare in disparte».