Siria. I ribelli si sono ritirati da Maloula. L’esercito: «Eliminati terroristi di Al-Nusra»

La Coalizione anti-Assad conferma la notizia ma smentisce i crimini compiuti dai jihadisti legati ad Al-Qaeda. «Non abbiamo attaccato né chiese né conventi»

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Ieri in serata ribelli siriani si sono ritirati da Maloula dopo l’intervento dell’esercito regolare mandato dal regime di Damasco. Lo riferiscono diversi organi di informazione tra cui la Bbc. Il villaggio cristiano, culla di una delle più antiche comunità cristiane del mondo, dove si parla ancora il dialetto aramaico di Gesù, era stato conquistato il 5 settembre dai guerriglieri anti-regime del cosiddetto “Esercito siriano libero”. Tra le file di quest’ultimo però militano anche gli islamisti dello “Stato islamico dell’Iraq” e di Jabhat al-Nusra, legati ad Al-Qaeda, che secondo le testimonianze hanno seminato il terrore tra gli abitanti di Maloula, costringendo alla fuga dell’80 per cento della popolazione. I terroristi hanno sparato contro chiese e monasteri, saccheggiandone alcuni, e hanno divelto la croce che svettava sulla cupola del monastero dei santi Sergio e Bacco. Alcune fonti hanno raccontato che i ribelli islamisti gridavano: «Allahu Akbar, Allah è grande, abbiamo conquistato la città dei crociati, Maloula è stata del tutto ripulita dai cani di Bashar [al-Assad]».

LA RITIRATA. Secondo la ricostruzione della Bbc, martedì scorso, dopo un sanguinoso scontro con l’esercito di Assad, le brigate di Al-Nusra hanno conquistato il checkpoint all’esercito dal villaggio grazie all’esplosione di un’autobomba. Ma ieri, nel tardo pomeriggio un’unità dell’esercito regolare ha «eliminato membri di un gruppo terrorista appartenente al Fronte Al-Nusra e distrutto le armi che hanno utilizzato per i loro crimini», come recita un lancio dell’agenzia di Stato siriana Sana. In serata la Coalizione degli oppositori di Assad ha poi confermato che l'”Esercito siriano libero” si è ritirato dopo aver distrutto il checkpoint militare di Maloula. Specificando che «non abbiamo attaccato chiese né conventi».

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