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Siria. Lo Stato islamico avanza nonostante i bombardamenti russi e americani

novembre 3, 2015 Redazione

Jihadisti verso la conquista dell’autostrada Damasco-Homs: prese Mahin e Sadad, dove la maggioranza è cristiana. E arriva l’appello «all’unità dei combattenti islamici» del capo di Al Qaeda, Al-Zawahiri

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Articolo tratto dall’Osservatore Romano – Non si arresta l’avanzata dei jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is). Nonostante l’intensificazione dei raid russi e di quelli della coalizione a guida statunitense, i miliziani stanno guadagnando terreno nella Siria centrale, conquistando anche località strategiche.

Pochi giorni fa, gli uomini di Al Baghdadi hanno assunto il controllo della città di Mahin, prendendo possesso anche di un importante deposito di armi dell’esercito siriano. Ieri la stessa sorte è toccata a Sadad, città nella provincia centrale di Homs, non lontana da Qaryatayn caduta sotto il comando jihadista ad agosto.

A Sadad la maggioranza della popolazione è cristiana. Stando a fonti di stampa l’arrivo dei miliziani sta provocando la fuga di almeno diecimila persone. Ovviamente, come sottolineano diversi commentatori, la conquista della città rappresenta un nuovo duro colpo alla salvaguardia delle comunità cristiane in Siria. Nelle zone controllate dall’Is i cristiani – così come tutte le minoranze non musulmane – sono costretti a siglare un umiliante “Patto di protezione” che include il pagamento di una tassa speciale.

Nonostante i raid russi nell’area si siano intensificati – nelle ultime 48 ore i jet hanno compiuto 131 operazioni colpendo 237 obiettivi – le capacità logistiche e militari dei jihadisti non sembrano essere diminuite. Sulla carta, la conquista di Sadad rappresenta un passo in avanti importante verso il raggiungimento del principale obiettivo dell’Is: il controllo dell’autostrada che unisce Damasco e Homs, considerata una delle principali arterie del Paese e una via privilegiata per gli approvvigionamenti all’esercito di Assad.

A peggiorare il clima si è unito anche il leader di Al Qaeda, Ayman Al Zawahiri, che ieri, in un nuovo messaggio audio diffuso su internet, ha rivolto un appello «all’unità dei combattenti islamici» per lottare contro Stati Uniti e Russia e ha chiesto che cessino i combattimenti tra i miliziani islamisti. «Dobbiamo unirci, accantonare le dispute e cessare i combattimenti tra di noi» ha detto. La registrazione, che dura 16 minuti e la cui autenticità non è verificabile, sembra dunque indicare un cambio di atteggiamento di Al Qaeda rispetto ai rivali dell’Is, anche se Al Zawahiri non nomina mai direttamente il gruppo. Al Zawahiri ha chiesto l’unità dei musulmani, dal Marocco al Caucaso alla Somalia, e ha sottolineato che la loro è «una battaglia globale».

Sul piano politico, intanto, il premier britannico David Cameron, ha deciso di ritirare la richiesta al Parlamento per avviare raid in Siria. Cameron – riferisce la stampa – ha preso atto di non aver i voti necessari per ottenere il via libera ai bombardamenti contro l’Is (gli stessi che dallo scorso anno vengono effettuati in Iraq) per cui non presenterà la mozione per poi vedersela respingere.

Cameron non è riuscito a convincere un numero sufficiente dei deputati laburisti – gliene servivano almeno quaranta per essere sicuro – guidati dal leader Jeremy Corbyn. A ciò si aggiungono le tensioni interne ai Tories. Da ultimo, due giorni fa la commissione Esteri dei Comuni aveva avvertito il Governo dei rischi di procedere con i raid in Siria «senza una strategia internazionale coerente sia per sconfiggere l’Is che per porre fine alla guerra in Siria». Per i membri della commissione i raid avrebbero «distratto» il Governo dal «molto più grande e importante compito di trovare una soluzione alla guerra», iniziata a metà marzo del 2011.

E sui raid, intanto, il segretario di Stato americano, John Kerry, ha dichiarato ieri che gli Stati Uniti sono pronti a un maggior coordinamento con la Russia se Mosca «assumerà un diverso approccio verso l’aspetto politico del processo di pace». Sul tavolo, dunque, c’è ancora la questione cruciale del futuro del presidente siriano Al Assad.


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26 Commenti

  1. Menelik says:

    Il presidente Putin ha dichiarato che, qualora l’ipotesi di atto terroristico nell’abbattimento dell’aereo di linea russo venisse confermata e diventasse certezza, la Russia vuole dall’America la cessazione di ogni atteggiamento ostile nei suoi confronti, e pretende mano libera in Siria e Irak per poter agire adeguatamente e senza incontrare ostacoli di qualunque tipo.
    Cioè, praticamente, o voi Americani vi unite a noi nella lotta al terrorismo o ci lasciate campo libero.
    E’ evidente che Putin sta pensando ad una azione in grande stile, con invio di truppe di terra, a migliaia.
    Basta che l’America non ripeta la fesseria che ha fatto in Afghanistan, che per fermare i Russi ha trasformato quattro rubagalline nella più potente organizzazione terroristica del mondo.
    Di ottusità ne ha fatto tante l’America negli ultimi decenni, adesso sarebbe capace anche di piantare un pandemonio per fermare Putin, mettendo in serio pericolo l’Europa nel nostro stesso territorio.

    • underwater says:

      Putin fino ad ora ha solo preservato Assad e la sua influenza in Siria. Ti fai troppe illusioni su di lui e dai troppi varchi ai troll. Certo, Obama sarebbe fesso a jon fare fronte comune, ma non pensare che Putin sia meglio disposto del presidente americano. Sono due intransigenze.

      • Raider says:

        Sottoscrivo. Di fatto, l’intervento russo
        – non ha sbaragliato i jihadisti, che, anzi, hanno conquistato terreno: “Non si arresta l’avanzata dei jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is). Nonostante l’intensificazione dei raid russi e di quelli della coalizione a guida statunitense, i miliziani stanno guadagnando terreno nella Siria centrale, conquistando anche località strategiche. Pochi giorni fa, gli uomini di Al Baghdadi hanno assunto il controllo della città di Mahin, prendendo possesso anche di un importante deposito di armi dell’esercito siriano”:
        – è stato diretto, perlopiù, contro le forze anti-Assad:
        – dimostra che la lotta area sortisce risultati limitati, condotti dai Russi quanto quelli degli Occidentali:
        – all’intervento di terra si oppongono le opinioni pubbliche dell’Occidente, per i costi umani e per le esperienze pregresse afghano-iracheni:
        – del resto, islamici e nazi-islamici non vogliono interventi di terra occidentali né in Siria né in Libia né in Iraq né in Nigeria né altrove nell’Islamistan:
        – i Russi, vista la realtà della situazione, cercano un accordo sul campo con gli Occidentali e per questo, appaiono dispostissimi a mollare Assad: cosa che dimostra, fra l’altro, che, in fatto di governi ‘servi degli Occidentali”, Assad farà la felicità dei complottisti islamo-nazisti e lasciamo perdere i varchi offerti ai troll islamo-nazisti: per conto mio,
        NO ALL’ISLAM!
        W L’OCCIDENTE!

      • Menelik says:

        Io non sto aprendo proprio nessun varco al troll antisemita e filojihadista.
        Quello il varco se lo apre da sé, come quelli che operano nel settore lgbt su questo stesso sito.
        Caso mai è il software di Tempi che consente di aprire un numero infinito di account dallo stesso indirizzo IP, modificando solo un’email fittizia.
        Tu dici che Obama sarebbe fesso se..eccetera-eccetera.
        Ecco. L’hai riconosciuto anche te.
        O fesso patentato o un birbaccione laureato a pieni voti.
        Io propendo per la prima ipotesi, ma non mi sento di escludere totalmente la seconda.
        Abbiamo una certezza, comunque: con Obama l’isis fa affari e si frega le mani dalla gioia.
        Sarà per la sua incapacità, sarà per la sua inettitudine, o, per dirla con Putin, perché ha il cervello in pappa, o per qualche altra ragione, ma abbiamo comunque una certezza di fondo:
        CON OBAMA L’isis SARA’ UNO STATO AUTENTICO, PROBABILMENTE CON RAPPRESENTANZA DIPLOMATICA E RELAZIONI D’AFFARI.
        E, a corollario di ciò, con Obama il genocidio di Cristiani, Yazidi e la schiavizzazione delle loro donne giovani sarà compiuto fino in fondo.
        L’Europa, è troppo vile e spasmodicamente legata alle sue lobbies finanziarie per trovare in sé la forza di reagire.
        Ma io mi chiedo una cosa: considerato il panorama che offre l’Europa e l’America del Nord, saremmo ancora capaci di combattere per una causa.iusta?
        O, per essere espliciti, di UCCIDERE E MORIRE per una causa giusta?
        O non ne saremmo capaci perché non avremmo il coraggio di tirare il collo ad un pollo, dunque nemmeno di tirare su un essere umano, anche se quell’essere è un miliziano dell’isis?
        Capito il punto?
        Bene. Putin finora ha dimostrato di non farsi paranoie e problemi a tirare il collo ai polli.
        Ecco perché mi piace.
        Nell’emergenza non si guarda per il sottile.
        Lo scopo prioritario adesso è uno solo: sbarazzarsi dell’isis e dei boko haram.
        Chi li mette a ferro e fuoco, sia il benvenuto.

        • underwater says:

          La Russia fa la Russia (più zarista che sovietica, al momento). Ha le sue sfere di influenza storiche e prova a mantenerle. Riguardo alla strategia di Obama, egli odia troppo Assad per oroglio personale per non volerlo veder cadere ad ogji costo. Tuttavia, è una calunnia da troll dire che gli Usa sono alleati del Isis e Putin non ha dimostrato affatto coraggio fino ad ora. Desiderio di aumentare i fattori in gioco, questo si. Putin non è un coraggioso, è un ex capo del kgb a cui ora conviene farsi passare per paladino della cristianità. A certi proclami ci credi solo tu ed il patriarca Kirill.

    • Filippo81 says:

      Perfettamente d’accordo con te, Menelik.

      • Acropolis says:

        La decisione, giudicata “irresponsabile” e dalla “dubiba legalità” anche dal New York Times, da parte del regime di Washington di autorizzare l’invio di forze speciali americane in Siria per “assistere” i “ribelli moderati” che combattono contro i terroristi è, in realtà, il prestesto per innescare una nuova guerra mondiale per il filosofo statunitense James Fetzer.
        “Dato che la situazione si è terribilmente complicata per l’America, dopo che la Russia ha svelato l’atteggiamento fraudolento degli Stati Uniti in Siria, il presidente Barack Obama è stato costretto a far precipitare la situazione con scenari da terza guerra mondiale. Questo è ciò che sta accadendo ora”, ha dichiarato James Fetzer in un’intervista con Press TV lo scorso sabato.

        • Raider says:

          Per l’islamo-nazista, tutto fa brodo di coltura delle trame pro-islamiche e a questo riguardo, il New York Times – come i complottisti islamo-nazisti fanno con i Papi e i Santi – lo chiamano in causa quando gli fa comodo.
          – Se States e Occidente non intervengono, sono amici dej terroristi:
          – se intervengono, sono invasori e amici dei terroristi:
          – se inviano una cinquantina di istruttori, è illegale.
          Tipico esempio di (mancanza di) logica paranoica: forma (de)mentis propria del jihadismo islamo-nazista.

  2. Raider says:

    Alle baggiante ammannite sopra, l’islamo-nazista multinick, ora, nella versione giacculatoriale, tenta di rimediare consolandosi come può.
    Come? L'”unità nazionale”
    – a parte gli accordi con gli Americani per le ragioni che l’articolo illustra tanto bene che l’islamo-nazista multinick non si accontenta disperatatamente di ignorarle, ma fa di tutto, “perlomeno” per oscurarle parlando d’altro –
    con i gruppi anti-Assad armati e sostenuti dagli Americani, è una bella cosa per tutti, meno che per Assad. Dovendo sceglere, i Russi non esiteranno un secondo: e se dovranno salvarsi la faccia con una “certa continuità”, non sarà per salvare il fondoschiena al “cugino Bashar.” Che, a quel punto, toglieraà le tende.
    E così, finalmente!, gli islamo-nazisti – e sì, non l’ho dimenticato, dalle colonne portanti di Russia Today farà sentire la sua strillata anche il vecchio negromante delle profezie, coso, là, Carlos Santa Maria da Arcella, lui – potranno gridarglielo bello forte: Assad servo degli Occidentali!

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