Siria, due donne lapidate nelle piazze del califfato: per i giudici della sharia erano colpevoli di adulterio

Una trentenne e una vedova 26enne sono state uccise a sassate nella provincia di Raqqa, zona controllata dai terroristi dello Stato islamico

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Una ventina di giorni dopo la proclamazione del califfato che si estende dalla provincia di Aleppo, nel nord della Siria, alla provincia di Diyala, nell’Iraq orientale, (istituzione “inaugurata” con nove crocefissioni di ribelli considerati troppo moderati) i terroristi dello Stato islamico di Al Baghdadi confermano l’intenzione di seguire brutalmente la sharia. In Siria, nella provincia di Raqqa controllata dai fondamentalisti della scuola di Al Qaeda, due donne sono state lapidate nel giro di appena 24 ore di distanza. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, entrambe erano accusate di adulterio.

lapidazione siria 1LE ESECUZIONI. Una di loro, informa l’Osservatorio, era una trentenne sposata e la sua esecuzione è avvenuta giovedì sera in una affollata piazza dal mercato di Tabaqa. Invece la seconda donna, una vedova di 26 anni condannata a sua volta per adulterio da una corte della sharia, è stata uccisa a sassate nei pressi dello stadio comunale di Raqqa in tarda serata, appena dopo l’ultima delle cinque preghiere recitate dai musulmani durante la giornata.
La notizia diffusa dall’Osservatorio siriano per i diritti umani e ripresa dai media internazionali è stata confermata anche da Al Jazeera, che ha spiegato che non si conoscono né l’identità né la fede delle donne lapidate. «Un mistero che circonda questa storia», ha detto al network del Qatar Abu Khalil, un attivista del gruppo anti-Stato islamico “Raqqa viene massacrata silenziosamente”.

E L’OCCIDENTE? Da quando è stato proclamato il califfato, la regione ha assistito a diversi episodi di applicazione brutale della sharia per mano dei militanti dello Stato islamico. A denunciare in Italia questi ultimi casi è stato il neonato Coordinamento nazionale per la pace in Siria, che condanna «con tutta la sua forza questi massacri» e chiede una «reazione seria e una posizione chiara da parte di tutti i governi occidentali di fonte a questi atti di barbarie commessi dai gruppi terroristici contro i cittadini siriani innocenti in Siria, considerati veri e propri crimini contro l’umanità».

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