«Siete troppo benevoli con papa Francesco». Lettera e risposta

«Questo è un Papa che Dio ci ha inflitto, non va tutto bene». Non sappiamo cosa ci sia nella mente di Dio, ma sappiamo qual è la nostra linea

Buongiorno, in merito all’articolo: “Perché è necessario opporsi ai preti sposati. Firmato: Benedetto XVI”, perché viene affermato che Francesco “rigetta” l’ordinazione dei “preti sposati”? Perché non lo ammette esplicitamente? Per quello che ho potuto leggere, non lo approva ma neanche lo condanna, quindi il tono dell’articolo mi sembra troppo benevolo. Questo è un Papa che Dio ci ha inflitto, non va tutto bene. Vanno certamente evitate esagerazioni, ma neanche usare una immotivata benevolenza verso chi sta tentando di spaccare la Chiesa. In amicizia un ex abbonato che sta pensando se vale la pena sostenere per quello che può la vostra rivista.
Ilario Bodini

Gentile Ilario, apprezzo molto la sua schiettezza, perché mi permette di usare lo stesso stile.

Andiamo con ordine.

Ho chiesto io a Leone Grotti di scrivere quell’articolo perché mi pare importante, nel bailamme sul celibato sacerdotale, rispondere innanzitutto alla domanda: qual è il suo valore? La spiegazione che ne dà Ratzinger mi pare fantastica e penso che, al di là di tutto, è su questo che occorra confrontarsi per fare un passo avanti anziché indietro. Sono capaci tutti di dire ciò che non va, la sfida è vedere ciò che va anche all’interno di ciò che non va. Se permette, solo Tempi ha avuto il coraggio di porre la questione a questo livello.

Querida Amazzonia non parla di preti sposati. Questo è un fatto. Quindi la frase che ha scritto Grotti è incontestabile alla luce dei fatti e non delle interpretazioni. Siccome è noto a tutti il dibattito che ha preceduto questa esortazione e le pressioni che sono state esercitate affinché si cambiasse la disciplina sul celibato, è un fatto che papa Francesco abbia deciso di non pronunciarsi sull’argomento. Quindi nessuno può rimproverare il Pontefice per una cosa che NON ha fatto.

Tempi non è mai stato reticente sull’argomento e qui fa fede quanto apparso sul giornale. Se lei è un «ex abbonato» come scrive, s’è perso l’editoriale del numero di novembre intitolato “Non dobbiamo rinunciare ad avere tra noi dei vergini che fanno figli per la Chiesa” e si perderà il lungo articolo che analizza la situazione sulla Chiesa tedesca contenuto nel numero di febbraio. Mi spiace, ma può rimediare cliccando qui.

Le basterà invece una rapida ricerca online sul nostro sito per verificare quanto abbiamo sempre scritto o le argomentazioni che abbiamo ripreso da chi ci è sembrato esprimere sulla questione un punto di vista interessante (penso a Ruini e Camisasca, per fare due nomi). Ma la invito anche a considerare quanto accaduto l’altro giorno, quando papa Francesco ha scritto all’ex prefetto per la Dottrina della fede, il cardinale Gerhard Muller, per complimentarsi con lui per la sua lettura di Querida Amazzonia. Forse la realtà della Chiesa è un po’ più sfaccettata delle interpretazioni che se ne danno sui giornali.

Siccome ho premesso che sarei stato schietto, lo sarò fino in fondo non eludendo la vera questione che lei solleva e pare rimproverarci. Gentile Ilario, Tempi non sarà mai “contro” il Papa. Le dirò di più: non sarà mai “contro” nessun Papa. La ragione è banale: siamo cattolici. E in quanto tali, possiamo criticare certe sue decisioni o parole (penso alla Cina, per dirne una), ma non metteremo mai in discussione la sua autorità né, soprattutto, lo faremo presumendo di sapere cosa ci sia nella mente di Dio, cosa ha deciso Dio di «infliggere» alla Chiesa e cosa vada bene a Dio e cosa no.

Noi la pensiamo come Benedetto XVI e il cardinale Sarah, come il cardinale Camillo Ruini e il vescovo Massimo Camisasca e come molte altre tra le intelligenze migliori della Chiesa che, pur esprimendo chiaramente il loro punto di vista su argomenti specifici, mai e poi mai si sono permessi di mettere in dubbio l’obbedienza al Pontefice o di scrivere, come fa lei, che Francesco «spacca la Chiesa». Per dirla con il nostro caro amico Carlo Caffarra – uno dei cardinali dei Dubia, per capirci – «dite pure che ho l’amante, ma non che sono contro il Papa».

Foto Ansa