Scontri tifosi, “Gastone”: «Non ho sparato io, ma non ricordo cosa è accaduto»

Si è difeso così davanti al Gip il tifoso giallorosso Daniele De Santis, accusato di tentato omicidio per il ferimento del tifoso napoletano Ciro Esposito. Si indaga su altri tre complici

I disordini allo stadio Olimpico, dopo gli scontri tra tifosi a Tor di Quinto a Roma

«Non ho sparato io ma non sono nelle condizioni di poter ricordare cosa è accaduto precisamente». Così Daniele De Santis, accusato di tentato omicidio ha risposto al Gip nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia. De Santis, noto nell’ambiente degli ultras con il soprannome di Gastone, è accusato di tentato omicidio per aver ferito tre tifosi del Napoli nel prepartita di Coppa Italia. Il gip di Roma Giacomo Ebner ha convalidato gli arresti sia per De Santis che per un tifoso del Napoli, Alfonso Esposito.

«ERANO IN QUATTRO». Quest’ultimo, che è ancora ferito e ricoverato in ospedale, ha raccontato al Gip: «Non ho visto chi mi ha sparato ma i colpi provenivano da dietro una siepe». Nell’inchiesta sono state raccolte le testimonianze di altri due tifosi del Napoli, testimoni chiave perché protagonisti e spettatori oculari dei fatti. Gennaro Fioretti, anche lui ancora ricoverato in ospedale per le ferite riportate, ha spiegato che «Non è vero che i tifosi del Napoli hanno attaccato briga per primi. I romanisti sono sbucati all’improvviso armati di pistole, erano almeno quattro a sparare. De Santis impugnava l’arma con un paio di guanti di pelle nera». Un altro dei testimoni R.P. ha raccontato di aver visto con De Santis altre tre persone. Una testimonianza confermata da altre fonti, tanto che oggi nell’informativa alla Camera, il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha spiegato che «Si stanno svolgendo approfondimenti che chiariranno se De Santis abbia agito da solo».