Schwortz, uno dei massimi esperti di Sindone, che non crede in Gesù ma crede nella scienza: «Qui c’è un mistero»

Barrie Schwortz è ebreo: «Come è stata fatta? La scienza moderna non ha una risposta. Se la gente resta scettica è perché c’è qualcosa che va oltre e non vuole mettere in discussione se stessa»

«Credo che gli scettici neghino la scienza perché, se la accettassero, dovrebbero mettersi seriamente in discussione». Barrie Schwortz è ebreo ed è uno dei massimi esperti al mondo della Sindone di Torino. Alla resurrezione di Gesù non crede, ma crede nella scienza ed è per questo che non riesce a spiegarsi il Sacro Telo.

«OLTRE LA SCIENZA». «Se la Sindone sfida le credenze più profonde di così tante persone è perché implica in modo molto forte che c’è qualcosa che va oltre la scienza», dichiara lo scienziato alla Catholic News Agency, descrivendo il Telo su cui è impressa l’immagine di un uomo morto dopo essere stato brutalmente torturato e crocifisso.

IL MISTERO. Come affermato a tempi.it da Emanuela Marinelli, sindologa di fama internazionale, «il mistero più difficile da risolvere è quello dell’origine dell’immagine umana. È certo che il lenzuolo ha avvolto un cadavere, ma è altrettanto certo che quel cadavere non è rimasto a putrefarsi nel lenzuolo. Inoltre – fatto unico e inspiegabile – ci ha lasciata impressa una specie di fotografia di se stesso».

EBREO NON PRATICANTE. Schwortz, esperto di fotografia, ha fatto parte del gruppo eterogeneo che nel 1978 ha riunito molti scienziati di diversa estrazione per studiare la Sindone. Al tempo, essendo ebreo, per quanto non praticante, non voleva partecipare perché era molto scettico sull’autenticità del Sacro Telo. Poi un cattolico, specialista della Nasa, lo convinse scherzando così: «Non pensi che Dio voglia qualcuno del suo popolo eletto nella squadra?». Schwortz si lasciò persuadere e si trovò davanti al più grande mistero mai incontrato in vita sua.

IMPOSSIBILE PER IL MEDIOEVO. L’immagine impresa sulla Sindone, infatti, è tale che solo un’esplosione potentissima di luce avrebbe potuto riprodurla «ma questo supera anche le capacità della tecnologia moderna. In nessun modo un falsario medievale avrebbe potuto creare qualcosa di questo tipo, usando tra l’altro un metodo che noi non comprendiamo ancora oggi, anche se siamo nell’era più orientata all’immagine della storia umana ».

«SCIENZA NON HA UNA RISPOSTA». Il problema della Sindone è che «la scienza moderna non ha una risposta su come possa essere stata fatta». Come è cambiata dunque la posizione dello scettico Schwortz? «Ci sono migliaia di tanti piccoli pezzetti di evidenza che, quando li si mette insieme, giocano in modo sproporzionato a favore della sua autenticità». E per combattere le teorie negazioniste di migliaia di scettici, Schwortz ha anche fondato un sito, dove riassume tutte le prove scientifiche a favore della Sindone.

METTERSI IN DISCUSSIONE. Nonostante questo, tanti credono ancora che la Sindone sia un falso: «Se una persona non negasse la scienza in questo caso, dovrebbe ripensare a se stesso e a ciò in cui crede. È molto più facile rifiutare tutto e non preoccuparsene. Così non devono combattere con le proprie credenze. Molte persone preferiscono ignorare un problema che mettersi in discussione».

«TEST DELLA FEDE». Schwortz sa che l’immagine impressa sulla Sindone parla di un uomo morto esattamente nel modo descritto dal Vangelo e sa che quell’uomo è Gesù. Ma sa anche che «si arriva ad un punto dove la scienza deve fermarsi e la gente deve decidere. La Sindone è un test della fede. La risposta alla fede non può essere un pezzo di tessuto. Ma, forse, la risposta si trova negli occhi e nei cuori di chi guarda quel pezzo di tessuto».

L’ULTIMA PERSONA AL MONDO. Lo scienziato non si è convertito al cristianesimo (ma ha ricominciato a frequentare la sinagoga) ed è per questo che la sua testimonianza fa molta impressione, ogni volta che parla al pubblico, rendendolo più credibile: «Credo di servire Dio in modo migliore in questo modo, perché sono l’ultima persona al mondo che la gente si aspetterebbe [di trovare] andando a una lezione sulla Sindone. Perché, in effetti, è la reliquia cristiana definitiva. Penso che Dio, nella sua infinita sapienza, sappia bene quello che fa e che mi abbia messo qui per una ragione».

Foto Ansa