«Salvate la chiesa dell’Orologio», che l’Isis non riuscì a distruggere a Mosul

Si pensava che la chiesa fosse stata demolita con la dinamite nel 2016, invece la torre è rimasta in piedi e ha urgente bisogno di restauro. Attivisti iracheni: «Salviamo l’eredità di Mosul»

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Durante l’occupazione di Mosul da parte dello Stato islamico, i jihadisti non hanno solo cacciato minacciandola di morte l’intera popolazione cristiana della seconda città più importante dell’Iraq, ma hanno sistematicamente distrutto ogni simbolo cristiano. La famosa chiesa intitolata a Nostra Signora dell’orologio non fa eccezione o almeno questo è quello che si credeva.

LA TORRE È ANCORA IN PIEDI. Un filmato dell’attivista Ali Al-Baroodi, che si trova a Mosul proprio in questi giorni, ha infatti rivelato che la chiesa è stata sì saccheggiata e bombardata, ma non rasa al suolo. La famosa torre della Chiesa Latina – o chiesa dell’Orologio come viene chiamato spesso il luogo di culto -, per quanto i terroristi nel 2016 abbiano cercato di abbatterla con diverse cariche di esplosivo, è ancora in piedi. È pericolante, sventrata, porta addosso tutti i segni della folle violenza dell’Isis, ma è in piedi.

«SALVIAMO L’EREDITÀ DI MOSUL». «La torre della chiesa Latina sta per crollare, richiede un intervento immediato o la perderemo per sempre. Salviamo l’eredità di Mosul», ha scritto su internet Mosul Eye, sito realizzato da un gruppo di attivisti locali. La chiesa è stata costruita negli anni Settanta del 1800 dai padri domenicani ed è famosa per la campana donata dalla moglie di Napoleone III, Eugenia di Montijo.

PER 133 ANNI. Se la maggior parte delle 45 chiese di Mosul sono state distrutte o trasformate in prigioni e moschee dai terroristi islamici, la chiesa Latina è ancora in piedi nonostante tutto. «Per 133 anni la torre dell’Orologio è stata il simbolo distintivo del quartiere», si legge ancora sul sito, «fino al punto che l’intero quartiere ne ha preso il nome». Il governo iracheno dovrebbe agire immediatamente per salvare la torre e quel che resta della chiesa.

Foto Ali Al-Baroodi

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