Ricostruzione terremoto. Lo dice anche Errani: «È il fallimento dello Stato»

Il commissario straordinario: «È un quadro drammatico a cui si aggiunge la beffa dei sopralluoghi». Le casette, le stalle e le macerie: è troppo chiedere allo Stato di non intralciare?

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«Non esiste il fatto che per cominciare a fare le casette, che non è ciò che devo fare io, si attenda di avere il fabbisogno definitivo di tutte le casette. Non esiste. Non esiste che per fare le stalle bisogna metterci tutto questo tempo. Non esiste. Non esiste». Lo ha detto Vasco Errani, commissario straordinario per il terremoto, ad Ancona il 15 febbraio. È quello che scrive il settimanale Panorama, che pubblica un audio e un articolo nel quale Errani parla esplicitamente di «fallimento dello Stato». Parole pronunciate durante una riunione con alcuni amministratori locali con i quali il commissario si è lamentato del «quadro drammatico a cui si aggiunge la beffa dei sopralluoghi».

CHI COMANDA? L’ufficio stampa del commissario ha smentito la ricostruzione di Panorama. Resta il fatto – al di là delle letture “politiche” che si vogliano dare alla vicenda con Errani che pare voler lasciare il Pd per legarsi al nuovo soggetto di Pierluigi Bersani – che le sue dichiarazioni fotografino una situazione di oggettiva difficoltà.
Una situazione che i lettori di Tempi conoscono bene. Al tema dei grovigli burocratici abbiamo già dedicato alcuni articoli apparsi sul nostro settimanale nei giorni scorsi. Già da tempo è noto il groviglio burocratico che blocca le casette e le pastoie statali che non permettono di agire con una certa lena in una situazione di emergenza. C’è un problema nella catena di comando: per dirla alla Guido Bertolaso, chi comanda tra Errani e Fabrizio Curcio della Protezione civile?

STALLE E ANIMALI. Le parole del commissario confermano quanto vi raccontiamo nel numero di Tempi in edicola da oggi. Anche la situazione delle stalle e degli animali – cui sono legate le sorti economiche e occupazionali degli abitanti della zona – sono tragiche. Se non fosse per il volenteroso aiuto di tanti che, gratuitamente, mettono a disposizione energie e fondi per dare una mano, sarebbe ancora peggio. Ecco, che almeno lo Stato non intralci. È chiedere troppo?

Foto Ansa

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