Quel guastafeste di Trump, presidente più pro-life della storia americana

Incendiario, squilibrato, opportunista, primo leader degli Stati Uniti a presenziare oggi alla Marcia per la Vita. Si può dire tutto il male possibile di The Donald, ma ha mantenuto tutte le promesse che mandano ai pazzi la galassia liberal pro-choice

Donald Trump sarà il primo presidente degli Stati Uniti d’America a parlare alla Marcia per la Vita. Lo aveva annunciato su twitter mercoledì scorso, mentre iniziava ufficialmente il dibattimento sull’impeachment al Senato, «ultimo gesto di sostegno alla causa cara agli evangelici che sono parte fondamentale della sua base conservatrice», precisa il Nyt. Nessun presidente aveva mai partecipato in prima persona al tradizionale appuntamento dei movimenti e delle organizzazioni pro-life, promosso dal 1974 nell’anniversario della decisione della Corte Suprema sul caso “Roe v. Wade” che ha depenalizzato l’aborto negli Stati Uniti. Trump era stato il primo, nel 2018, a scegliere di intervenire in diretta durante la manifestazione, collegandosi in video alle centinaia di persone radunate sulla spianata del National Mall.

Nessun messaggio scritto o registrazione, nessuna telefonata alla Ronald Reagan o alla George W. Bush: al silenzio del suo predecessore Barack Obama, Trump aveva risposto mettendoci la faccia e il carico da novanta: «Sotto la mia amministrazione, difenderemo sempre il primissimo diritto nella Dichiarazione di indipendenza, e questo è il diritto alla vita». E così ha fatto, meritandosi l’appello di presidente più pro-life della storia americana.

«HA ESASPERATO LE PERSONE PERBENE»

Si può pensare tutto il male possibile di Trump, definire, come Ilyse Hogue, presidente di Naral Pro-Choice America, l’annuncio del presidente «un disperato tentativo di distogliere l’attenzione dalla sua presidenza criminale e accendere la sua base radicale», continuare a chiedersi come faccia un cristiano a votare Trump, il rozzo, volgare, pluridivorziato, una volta pro-choice, voltagabbana, anti-immigrazionista, ipocrita, impresentabile e inaffidabile Trump. Il presidente, sempre per usare un incipit “moderato” del Nyt, «bugiardo, bullo, donnaiolo amante degli autocrati, che sta trasformando profondamente l’America in modo concreto e duraturo nel tempo, un modo che ha lasciato le persone perbene a bocca aperta, arrabbiate ed esasperate».

LA CORTE DE-LIBERALIZZATA

L’incolto Trump, che schierandosi da quella che la Bibbia liberal ha considerato fin dall’inizio la parte sbagliata della storia, ha mantenuto la promessa di spostare a destra gli equilibri di una Corte protagonista degli stravolgimenti sociali più significativi degli ultimi 40 anni (dall’interruzione di gravidanza al matrimonio gay). Con le nomine trumpiane di Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh a giudici della Corte Suprema, la presenza di una nuova maggioranza formata da cinque togati di orientamento conservatore su nove ha infatti dato benzina a partiti, stampa e circoli liberal per agitare il solito fantasma dell’abolizione della Roe v. Wade, evocato ogni volta che subentra un giudice conservatore.

LA GUERRA ALLA GALASSIA ABORTISTA

Trump, che ha smantellato una direttiva dell’amministrazione Obama a difesa dei finanziamenti a Planned Parenthood, che ha reintrodotto la Mexico City Policy, veto sull’erogazione di fondi federali alle Ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo, che ha ritirato i finanziamenti al fondo delle Nazioni Unite per la popolazione per non foraggiare programmi di pianificazione familiare e politiche per il controllo demografico coercitivo, che ha istituito la divisione Conscience and Religious Freedom Division, per assistere gli obiettori di coscienza.

IL PALADINO DEI BAMBINI NATI E NON NATI

Trump, cui i giornali non perdonano di aver destinato una parte dei fondi Usaid alle «alle minoranze etniche e religiose perseguitate» in Iraq, in particolare cristiani e yazidi, e non ai progetti curati dalle Nazioni Unite. Lo sbruffone, che fa di tutto per attirare il voto dei cristiani, ma quando dice loro che «altri presidenti non aiuteranno le minoranze religiose come faccio io, ma spenderanno soldi su progetti che non vi stanno a cuore», ha semplicemente ragione. Che si è circondato di consiglieri e nominato funzionari scelti nel mondo pro-life, che si è scagliato contro leggi come quelle volute e magnificate dal governatore di New York Andrew Cuomo, che consentono l’interruzione di gravidanza fino al nono mese, chiedendo al Congresso di approvare una legislazione che proibisse l’aborto tardivo e riaffermasse «una fondamentale verità: tutti i bambini, nati e non nati, sono fatti a sacra immagine di Dio».

«INCENDIARIO E SQUILIBRATO»

Trump, cui i giornali hanno dato dell’«incendiario» e i democratici dello «squilibrato» per aver attaccato i governatori di Wisconsin e Virginia, il primo per aver posto un veto a una legislazione che protegge i nati vivi da una tentata procedura di aborto, il secondo per essersi espresso a favore di una legge che faciliterebbe l’aborto fino al travaglio. Trump, che quando non è stata trovata la maggioranza dei due terzi necessaria per portare avanti un disegno di legge, il Born-Alive Abortion Survivors Protection Act, che garantiva assistenza medica ai neonati venuti al mondo dopo la procedura abortiva, ha commentato: «Questo sarà ricordato come uno dei voti più scioccanti nella storia del Congresso».

IL PALLINO DELLA SANTITÀ DELLA VITA UMANA

Trump, che ha dichiarato il 22 gennaio, anniversario della Roe v. Wade, “Giornata nazionale della santità della vita umana”: «La nostra Nazione ribadisce con orgoglio e forza il nostro impegno a proteggere il prezioso dono della vita in ogni fase, dal concepimento alla morte naturale», «la mia amministrazione sta inoltre costruendo una coalizione internazionale per dissipare il concetto di aborto come diritto umano fondamentale. Finora, 24 nazioni in rappresentanza di oltre un miliardo di persone hanno aderito a questa importante causa. Ci opponiamo a qualsiasi progetto che tenti di far valere un diritto globale all’aborto finanziato dai contribuenti su richiesta, fino al momento del parto. E non ci stancheremo mai di difendere la vita innocente – in patria o all’estero».

IL CLOWN PER CUI «MURDER IS MURDER»

Si può pensare tutto il male possibile di Trump, il clown che faceva scompisciare i giornalisti – «cos’è, carnevale?», «è un idiota», «non sarà mai presidente» -, ma che ha mantenuto rapidamente e fedelmente l’unica vera promessa elettorale che ha spinto milioni e milioni di cristiani, soprattutto evangelici, moltissimi cattolici, a votare per lui. Senza chiedersi perché sarebbe stato moralmente preferibile votare qualcuno che chiamava “conquista di civiltà” il diritto a disporre di una vita umana. «Murder is murder», pensava Trump dell’aborto, e a una Hillary Clinton che lo chiamava “diritto” non poteva che rispondere quello che hanno pensato milioni e milioni di quelli che sarebbero diventati suoi elettori: «E allora tu sei un’assassina».

Foto Ansa