Tingono di rosa il World Trade Center per non farci vedere l’olocausto dell’aborto

L’ipocrisia del governatore di New York che fa approvare una legge che consente l’interruzione di gravidanza fino al nono mese.

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Aprile 2004, corsa alla Casa Bianca. A pochi giorni dal voto in Pennsylvania, al senatore e candidato democratico alla presidenza, Barack Obama, fu posta una domanda sull’aborto. Risposta: «Se le mie figlie facessero un errore, non dovrebbero essere punite con un bambino».
C’è qualcosa di buono nelle gaffe: rivelano i pensieri del cuore. Per un democratico americano un bambino non voluto è una punizione, punto. È qualcosa di terribile, ma almeno è la realtà nuda e cruda di un pensiero che non si ammanta di giustificazioni e abbellimenti per presentarsi agli altri.

L’ELASTICO CONCETTO DI SALUTE

Tutto il contrario di quello che ha fatto il governatore democratico dello Stato di New York, Andrew Cuomo, che in settimana ha posto la sua firma sotto un provvedimento che consente l’aborto oltre la 24esima settimana di gravidanza. Il testo di legge riposava in un cassetto da 13 anni a causa dell’opposizione repubblicana, Cuomo l’ha ripescato e fatto approvare. I cambiamenti, rispetto alla norma precedente, sono significativi. Come detto, le donne potranno abortire fino al nono mese se la loro salute è messa a repentaglio dalla nascita (e tutti sappiamo quanto sia elastico questo concetto di “salute”) o se il feto è gravemente malato. Non solo: dal codice penale sono stati espunti i riferimenti all’aborto e aperta la sua pratica a tutti gli operatori sanitari, non solo medici.

IL WTC ROSA

Cuomo non ha fatto solo questo, Cuomo ha depistato le coscienze dal cuore della questione. Ha rivendicato il proprio agire tirando in ballo la propria fede “di cattolico” e ha illuminato di rosa uno dei grattacieli del World Trade Center. Questa è la tipica ipocrisia liberal per non chiamare le cose con il loro nome. Farne una questione di fede, cercare giustificazione nei “diritti delle donne”. Ma non occorre essere cattolici per essere contrari all’aborto, basterebbe rileggersi il giuramento di Ippocrate; così come è fuorviante vedere solo uno dei due soggetti implicati nella vicenda: la donna, ma non il bambino.

IPOCRISIA LIBERAL

Nei giorni in cui si fa memoria dell’olocausto ebraico, meriterebbe di essere ricordato anche l’olocausto di tutti quei bambini mai nati a causa dell’aborto. L’America liberal che tanto si spende contro la pena capitale, chiude gli occhi di fronte alla condanna a morte di chi non può avere voce. È l’ipocrisia di chi si sgola per urlare che “nessuno tocchi Caino”, ma non trova nemmeno un filo di voce per chiedere che “nessuno tocchi il bambino”.

 

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