Quant’è buona la pasta prodotta dai detenuti

Il progetto, partito nel carcere di Sondrio lo scorso marzo, è stata possibile grazie alla cooperativa sociale Ippogrifo. «Il nostro obiettivo era fornire ai detenuti competenze che siano spendibili all’esterno»

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Modulo 1140

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – E sei i detenuti imparassero a produrre pasta, il prodotto agroalimentare italiano più apprezzato nel mondo? È la domanda che si è posta la direttrice della casa circondariale di Sondrio, Stefania Mussio, nota anche per essere donna inflessibile nella gestione della struttura, ma evidentemente convinta della necessità di reinserimento nel mondo del lavoro degli ex carcerati. Così ha dato il via ad un esperimento che si sta rivelando un piccolo successo con oltre 100 chilogrammi di pasta prodotti alla settimana e l’ambizione di crescere sul mercato travalicando i confini della Valtellina.

La realizzazione di questo progetto, partito nel carcere di Sondrio lo scorso marzo, è stata possibile grazie alla cooperativa sociale Ippogrifo – nata nel 1993 da un gruppo di volontari, oggi conta 30 soci e 80 dipendenti – che ha un’esperienza consolidata nella progettazione e realizzazione di iniziative in favore dell’infanzia e di soggetti svantaggiati. «Il nostro obiettivo era quello di fornire ai detenuti competenze che siano spendibili all’esterno attraverso un’opportunità di formazione e inclusione sociale», spiega Elisa D’Anza che della coop cura la direzione e lo sviluppo. «Così è nato Pastificio 1908 che produce pasta artigianale di qualità rigorosamente senza glutine». Testimonial del progetto è lo chef Marcello Ferrarini che del gluten free ha fatto una bandiera.

«Puntiamo ad aumentare la produzione fino a 100 chilogrammi al giorno, facendo leva sul successo che il prodotto sta riscuotendo in ristoranti e botteghe della provincia», conclude D’Anza. «Ippogrifo ha una forte tradizione di tipo sociale ma questo non significa non essere orientati al mercato e aperti a contaminazioni esterne di cui potranno beneficiare tutti i soggetti coinvolti».

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