Libertà di educazione. Primo sì al buono scuola nazionale
Scuole paritarie: c’è una buona notizia che potrebbe diventare ottima. Ieri in Commissione bilancio al Senato è arrivato un primo ok al buono scuola nazionale per gli studenti meno abbienti che frequentano gli istituti non statali. È stata approvata la formulazione definitiva dell’emendamento di Noi Moderati, a firma Gelmini e Versace, che ora sarà sottoposta al vaglio del Senato e poi, dopo Natale, alla Camera. La misura prevede un contributo fino a 1.500 euro per i nuclei familiari con un Isee non superiore a 30 mila euro e riguarda gli studenti che frequentano le scuole paritarie secondarie di primo grado o il primo biennio delle secondarie di secondo grado.
Soddisfazione è stata espressa dal leader di Nm Maurizio Lupi che ha sottolineato la «significativa affermazione di principio per cui in una legge di Bilancio dello Stato viene riconosciuto concretamente il principio della libertà di scelta delle famiglie, a cui la nostra Costituzione riconosce il diritto e il dovere dell’educazione dei figli». E da Mariastella Gelmini: «Il cosiddetto “buono scuola” per le paritarie è una misura di libertà e di civiltà».
La promessa di Meloni
È un altro passo in avanti verso una effettiva parità, come era stato promesso questa estate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal palco del Meeting di Rimini:
«E se vogliamo avere il coraggio di portare altri mattoni nuovi nel mondo dell’educazione, io penso che non dobbiamo avere timore nel completare il percorso avviato in questi anni, trovare gli strumenti che assicurino alle famiglie, in primis alle famiglie con minori capacità economiche, di esercitare pienamente la libertà educativa sancita dalla Costituzione. L’Italia rimane l’ultima nazione in Europa senza un’effettiva parità scolastica e io credo che sia giusto ragionare sulla questione con progressività, con buon senso, ma soprattutto sgombrando il campo da quei pregiudizi ideologici che per troppo tempo hanno impedito di affrontare seriamente il tema».
Chi invece ha perso una buona occasione per tacere è la senatrice del Movimento 5 stelle Barbara Floridia che ha criticato la misura coi soliti vecchi argomenti della propaganda statalista. «Forse le famiglie che mandano i figli alla scuola pubblica valgono meno di chi li manda alle scuole private?», ha detto.
Sono i vecchi slogan di chi finge di non conoscere cosa dica la legge Berlinguer del 2000 e quanto le scuole paritarie facciano risparmiare alle casse dello Stato. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, oltre a salutare come un fatto positivo l’approvazione dell’emendamento, ha ricordato che «come chiarito in modo inequivocabile dagli uffici Studi di Camera e Senato, continuiamo a incrementare le risorse destinate alla scuola italiana: le spese autorizzate a favore del bilancio del ministero dell’Istruzione e del Merito aumentano infatti per il 2026 di circa 960 milioni di euro. L’incidenza della spesa per la scuola sul bilancio dello Stato crescerà nel 2026, passando dal 6,2 al 6,3 per cento. Siamo ora in attesa dell’approvazione di un altro importante emendamento che stanzia 20 milioni di euro aggiuntivi per l’acquisto dei libri di testo sempre in favore delle famiglie meno abbienti».
L’annosa questione dell’Imu
A questa notizia se ne aggiunge una seconda che mette fine a una questione ventennale. Un articolo della legge di bilancio chiarisce che le scuole paritarie non devono corrispondere l’Imu, a condizione che la retta media sia al di sotto del “Costo medio per studente” stabilito ogni anno dal ministero dell’Istruzione.
«Finalmente – ha scritto in una nota il network Sui tetti -, la legge di bilancio 2026 apre una breccia contro la discriminazione a danno delle famiglie meno abbienti, inserendo un iniziale buono-scuola, che, secondo i virtuosi esempi di Lombardia e Veneto, offre uno strumento concreto di libertà per l’educazione dei propri figli». Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di alcuni ministri, Valditara, Giorgetti e Roccella, i sottosegretari Frassinetti e Mantovano e, come ricorda anche Sui tetti, grazie al lavoro di alcuni parlamentari come «Gelmini, Lupi, Lotito, Malagola, Gusmeroli, Malpezzi, Paroli, Cesa, Gasparri, Malan, Romeo».
Articoli correlati
1 commento
I commenti sono chiusi.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!
Non posso che esprimere un giudizio di approvazione per il primo importante passo nel cammino verso la libertà di educazione nella scuola.
Invito a proseguire con coraggio e determinazione, senza badare alle, ormai, normali, costanti e ripetitive critiche di chi ideologicamente è sempre contrario!
Grazie
Emilio Mariani