LibrAperto. «Non per nutrire i bambini di cose “da grandi”, ma di cose grandi»

Di Giuseppe Beltrame
16 Maggio 2026
Intervista a Lorenza Candelma in occasione della XV edizione della kermesse fiorentina, quest’anno dedicata a “J.K. Rowling. Harry Potter e altre storie”

«I miei alunni diventano più maturi e responsabili, applicando ciò che imparo nell’esperienza di LibrAperto». Ha le idee chiare sul percorso di formazione e approfondimento giunto alla sua XV edizione Lorenza Candelma, da 25 anni insegnante nelle scuole primarie di Ravenna e provincia, da dieci nella Scuola Primaria monsignor Morelli della cittadina romagnola. L’iniziativa, rivolta ai docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, è promossa da Diesse Firenze e Toscana, in collaborazione con Fism Toscana. Il 17 ottobre con l’incontro inaugurale è cominciato il percorso 2025/26, dedicato a J.K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter e di numerose altre opere. L’iniziativa, fin dalle prime edizioni, suggerisce nel corso dell’anno letture condivise, drammatizzazioni e altre attività a carattere interdisciplinare in classe, in contemporanea propone un percorso formativo con un programma strutturato in 25 ore di formazione online, approfondimento personale o collegiale e infine di valutazione per gli insegnanti. Fino alla conclusione del percorso, che avverrà sabato 16 maggio di quest’anno con un seminario in presenza presso la Libreria Campus di Firenze.

Maestra Candelma, cosa è per lei LibrAperto?
Un’occasione di incontro con la bellezza per gli insegnanti e per gli alunni, che hanno l’opportunità di crescere insieme. Di recente, proprio per prepararmi ad uno degli incontri proposti, ho riletto le Vere presenze di George Steiner e ho ritrovato un pensiero che fa intendere ciò che sperimentiamo: «Come insegna Dante, le parole, possono in senso materiale scaldare l’anima per prepararla al tocco dell’amore».

Al centro c’è sempre un grande autore.
Sì, abbiamo già affrontato tra gli altri Oscar Wilde, C.S. Lewis, Italo Calvino. Crediamo che i bambini possano crescere attraverso le parole e le frasi dei maestri della letteratura mondiale, utili a mantenere un alto profilo di insegnamento. L’obiettivo non è nutrire i bambini di cose “da grandi”, ma di cose grandi.

Quanti sono i partecipanti e come si svolge il programma degli incontri?
Ogni anno partecipano dai 50 agli 80 maestri da tutta Italia. Nel primo incontro online alcuni insegnanti, che durante l’estate si sono preparati sui libri proposti, presentano i temi che saranno affrontati nel corso dell’anno. Le lezioni e i momenti di confronto che seguono sono in presenza o online per permettere di partecipare anche a chi è più lontano geograficamente. Il percorso si conclude con il seminario del 16 maggio, nel quale ognuno dei docenti, servendosi del materiale didattico utilizzato con gli alunni, presenta quanto proposto in classe. In due occasioni abbiamo ospitato anche degli esperti: il professor Giovanni Minghetti, docente di scuola superiore, scrittore e studioso della saga di Harry Potter, e Daniela Zanella, docente di scuola primaria.

Leggi anche

Come l’aiuta nella didattica il confronto con altri maestri?
È una “fonte di nutrimento”, ancor più arricchente perché agli insegnanti della scuola primaria si aggiungono quelli dell’infanzia. È un’occasione importantissima per prendere spunto dai progetti dei colleghi e riproporli a modo mio. Ad esempio in un’edizione passata un’insegnante propose una sinfonia per rappresentare l’Inferno di Dante, un’idea che anche nella mia classe riscosse grande successo. Nel precedente ciclo di insegnamento invece ho proposto uno studio approfondito su Ungaretti, e sull’onda della tematica storica delle guerre mondiali ho portato a termine un laboratorio sulla Linea Gotica concluso con una visita al Cimitero di guerra di Coriano (Rm).

Come si è coinvolta la prima volta in questa esperienza?
Dieci anni fa fui invitata da un’amica in occasione di una convention di Diesse a Bologna. Da lì non sono mancata a un’edizione, era da tempo che cercavo un corso che mi aiutasse nel mio lavoro. Da subito ho apprezzato la valorizzazione della creatività degli insegnanti e la grande libertà con cui potevamo declinare il tema in classe.

Il titolo dell’edizione di quest’anno è “J.K. Rowling. Harry Potter e altre storie. È impossibile condividere certe avventure senza finire per diventare amici”. A cosa è dovuta la scelta dell’autrice inglese?
Abbiamo accolto il suggerimento di un’amica insegnante che da tempo ci suggeriva l’argomento. Una scelta vincente dal punto di vista didattico, l’autrice tratta temi importanti per i bambini: la vita, la morte, la paternità, la maternità, il coraggio, la felicità, l’inimicizia, l’amicizia, il modo in cui si prendono le scelte.

Il progetto coinvolge gli alunni anche fuori dalla classe?
Sì, quest’anno un gruppo di famiglie si è organizzata per andare a visitare il Castello di Gropparello, in provincia di Piacenza, per una giornata a tema Harry Potter. Una mamma qualche giorno dopo mi ha scritto per ringraziarmi della «curiosità immensa» che avevo «scatenato». Qualche tempo dopo abbiamo anche ospitato nella nostra scuola l’associazione ravennate Kids Light, che organizza percorsi specifici per fasce di età, per continuare a trattare il tema della saga. Un’alunna si era talmente appassionata alla lettura che il giorno in cui è venuta l’esperta ha portato bacchette e abiti a tema.

Vede cambiare gli alunni dopo l’esperienza in classe?
Si, moltissimo. Banalmente la lettura animata, una delle attività che prediligiamo, rafforza l’attenzione. Progressivamente cominciano a fare domande sulle pagine lette, fino a portare loro stessi dei libri in classe, senza smettere di stupire. Quando ho letto loro il primo capitolo della saga ho accennato alla cicatrice di Harry. Ho chiesto poi di condividere le loro ferite personali, fisiche o del cuore. Una bambina di sette anni ha scritto: “Non ho cicatrici esteriori, ma ne porto una nel cuore: quando è morto lo zio Cristiano.” A testimonianza che l’esperienza di LibrAperto ci permette di ricevere dai bambini molto di più di quanto diamo loro noi insegnanti.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.