Valditara: «Il “Bonus paritarie” per una effettiva libertà di educazione»
«Sono molto soddisfatto», dice a Tempi il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha firmato il decreto interministeriale relativo al cosiddetto “Bonus paritarie”. Grazie a un emendamento voluto da Noi Moderati, sostenuto da tutta la maggioranza, e ai 20 milioni di euro stanziati dall’ultima legge di bilancio, la misura prevede un contributo fino a 1.500 euro per le famiglie con Isee fino a 30 mila euro che hanno figli iscritti a una scuola paritaria, in particolare alla scuola secondaria di primo grado o al biennio della scuola secondaria di secondo grado. «Abbiamo superato le resistenze di chi voleva interpretare questo bonus come alternativo a quello regionale. Non è così: il nuovo contributo si aggiunge a quello già previsto dalle Regioni».
A ventisei anni dalla riforma Berlinguer, il governo compie così un nuovo passo verso una più piena parità scolastica. Una misura che, osserva Valditara, «aiuterà soprattutto le famiglie meno abbienti a scegliere la scuola che ritengono più adeguata per i propri figli. Una possibilità in più, non in meno».
La preferenza è una cosa seria.
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Senza oneri per lo Stato
È proprio questo il punto su cui insiste il ministro: «Il contributo non viene dato alle scuole, ma alle famiglie, perché sono loro il soggetto che vogliamo valorizzare. Lo abbiamo fatto con la continuità didattica sul sostegno, consentendo alle famiglie soddisfatte del docente precario di chiederne la conferma. Lo abbiamo fatto con la legge sul consenso informato. E lo abbiamo fatto con una serie di stanziamenti pensati per rafforzare il ruolo educativo della famiglia».
Valditara liquida poi le critiche delle opposizioni, che hanno rilanciato il consueto refrain sulle “scuole dei ricchi”. «Non hanno letto bene la Costituzione», taglia corto. «La formula “senza oneri per lo Stato”, contenuta nell’articolo 33, fu proposta all’Assemblea costituente dal deputato Epicarmo Corbino. Corbino, che era un laico liberale, spiegò con chiarezza il significato di quelle parole: “Lo Stato può, non deve”. Dunque lo Stato non è obbligato a finanziare le scuole paritarie, ma può farlo. Non esiste alcun ostacolo costituzionale a questo intervento».
Libertà di educazione
Il “Bonus paritarie” è stato accolto con favore da molte associazioni che da anni si battono per la libertà di educazione. «Il risultato raggiunto è frutto di un’alleanza educativa. Già due anni fa», ricorda Valditara, «dicevo che mancava un ultimo tassello: il buono scuola. Nel frattempo, superando resistenze burocratiche e della Commissione europea, abbiamo fatto in modo che i fondi Pnrr e i fondi strutturali europei arrivassero anche alle scuole paritarie. Ho appena firmato un decreto che stanzia 420 milioni di euro per consentire a 150 mila studenti del quarto anno di vivere un’esperienza di studio all’estero, includendo anche gli alunni delle paritarie. E anche nel nuovo Piano Estate da 300 milioni di euro non ci siamo dimenticati di loro. Con il “Bonus paritarie” raggiungiamo ora un’altra tappa importante, che abbiamo fortemente voluto, nel cammino verso una libertà di educazione sempre più effettiva».
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