Povera Unione Europea. La redistribuzione dei migranti? Sarà «obbligatoriamente volontaria»

Il linguaggio usato dall’ultima bozza europea sull’emergenza migranti non fa che dimostrare che l’Ue non è mai stata così divisa

In Europa qualcuno festeggia perché il compromesso sull’emergenza migranti è «a portata di mano». L’obiettivo è sempre lo stesso: alleggerire Italia e Grecia di 40 mila migranti, da distribuire tra i 28 paesi dell’Unione Europea. Dopo due mesi di tira e molla, ora la Commissione europea sembra essere arrivata a un accordo, ma a leggere la bozza, la toppa è peggiore del buco.

OBBLIGATORIA O VOLONTARIA? In origine, l’Europa aveva accettato di condividere il peso della straordinaria ondata migratoria, dovuta a guerre e persecuzioni soprattutto in Siria ed Eritrea, che ha come punto di arrivo naturale le coste italiane. In realtà, quasi tutti i migranti vogliono procedere più a nord, ma per farlo devono passare da Lampedusa e dalla Sicilia. Si era deciso di distribuire, secondo quote obbligatorie, 40 mila persone con diritto d’asilo. Poi gli egoismi nazionali hanno avuto la meglio e la redistribuzione è diventata «volontaria».

LINGUAGGIO FUMOSO. Ora, si legge nella bozza finale del vertice europeo in programma giovedì e venerdì, i leader si impegneranno ad approvare «la redistribuzione per due anni da Italia e Grecia verso gli altri Stati di 40 mila persone che abbiano evidente bisogno di protezione temporanea». Già in questa frase, si può notare un primo cavillo: chi sono le persone che hanno «evidente bisogno di protezione temporanea»? Il diritto d’asilo è codificato nel diritto internazionale e non opinabile. Questa espressione, invece, sembra fatta apposta perché ogni paese possa trovare la sua scappatoia e lasciare l’Italia con le pive nel sacco.

LA BOZZA. Ma al di là di questo, in base alla bozza, chi accoglierà le 40 mila persone con «evidente bisogno di protezione temporanea»? Non si parla più di quote obbligatorie, per la gioia dei paesi baltici e non solo. Ma per non scontentare Italia e Grecia, che potrebbero sentirsi lasciate sole e prese in giro dall’Europa nel momento del bisogno, nel documento non si fa nemmeno riferimento a una ripartizione meramente volontaria, che equivarrebbe a un nulla di fatto.

«OBBLIGATORIETÀ VOLONTARIA». La trovata linguistica sotto cui nascondere le magagne di un’Europa che non potrebbe essere più divisa è ingegnosa: per quanto riguarda la distribuzione dei migranti ci sarà una «obbligatorietà volontaria». Proprio così. Impossibile dire che cosa significhi questo ossimoro. Per il momento, è solo una formula vuota per dare l’impressione che l’Europa non volti le spalle a nessuno. La decisione infatti è rimandata al 9 e 10 luglio, quando i leader dei Ventotto si riuniranno e dovranno decidere davvero che cosa fare. Allora ognuno dovrà dire se e quanti migranti si prenderà in casa: solo allora l’Italia saprà se l’Unione Europea serve a qualcosa oppure no.

@LeoneGrotti

Foto Ansa