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Perché i turchi hanno abbattuto il jet militare russo

novembre 25, 2015 Rodolfo Casadei

I turchi abbattono il jet russo per rappresaglia contro i bombardamenti sui turcomanni e per riallargare il cuneo fra Mosca e Occidente sul dossier siriano

aereo-russo-abbattuto

Non è stata la difesa dello spazio aereo nazionale a motivare l’abbattimento di un jet militare russo da parte della Turchia martedì mattina. Già in passato Ankara aveva denunciato sconfinamenti dei caccia di Mosca, ma difficilmente la necessità di porre fine alla disinvoltura e invadenza dell’aviazione russa può essere invocata come ragione principale dell’abbattimento. Mentre i turchi affermano che l’aereo è stato avvisato per dieci volte prima di essere attaccato, Washington fa sapere che esso è stato abbattuto solo pochi secondi dopo che era entrato nello spazio aereo turco (gli avvisi dunque sarebbero stati lanciati mentre il velivolo ancora si stava avvicinando al confine), e Mosca nega che lo sconfinamento sia mai avvenuto. Comunque siano andate le cose, ci sono almeno tre ragioni che spiegano l’azzardata iniziativa turca meglio che come un’esasperata risposta a ripetute provocazioni.

Va anzitutto notato che da tempo i jet russi attaccano le postazioni delle Brigate turcomanne siriane, un gruppo ribelle composto da membri della minoranza turcofona in Siria (circa 100 mila persone che parlano una forma antica della lingua turca), e che le località abitate da questa minoranza hanno subìto le conseguenze dell’intervento russo a fianco delle truppe di Bashar el Assad. Proprio negli ultimi tre giorni l’aviazione russa ha concentrato il fuoco sulla zona montagnosa vicina al confine con la Turchia controllata dai ribelli turcomanni, a sostegno di operazioni di terra condotte dall’esercito siriano. Settimana scorsa l’ambasciatore russo era stato convocato dalle autorità turche per una nota di protesta contro i bombardamenti russi nelle zone dove si trovano villaggi turcomanni, e il governo turco aveva chiesto per questa settimana una convocazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu su questo argomento. L’abbattimento del Sukhoi va dunque interpretata come una rappresaglia turca per le azioni militari supportate dai russi contro una popolazione che la Turchia intende proteggere e contro un gruppo ribelle evidentemente appoggiato da Ankara.

La seconda ragione che potrebbe spiegare l’attacco turco è la necessità di scongiurare il riavvicinamento fra Occidente e Russia sul dossier siriano, e in particolare l’alleanza militare di fatto fra Francia e Russia che si è andata delineando dopo gli attentati di Parigi. Costringere la Nato a prendere le parti della Turchia nella controversia che ora la oppone a Putin è una mossa abile per allargare di nuovo il cuneo fra le due parti. Ogni avvicinamento è infatti dannoso per gli obiettivi geopolitici che la Turchia ha in Siria, ovvero l’allargamento della sua sfera di influenza sui territori appartenuti all’Impero Ottomano.

Il terzo motivo potrebbe essere la speranza di provocare una reazione russa contro interessi turchi, meglio ancora se contro strutture militari. In quel caso Ankara potrebbe invocare l’articolo 4 del trattato istitutivo della Nato (consultazioni in seguito ad attacco o minaccia di attacco ai danni di un membro dell’alleanza) o l’articolo 5 (richiesta di assistenza militare a causa di un attacco subìto), e ottenere quell’intervento della Nato che va chiedendo da quasi quattro anni, funzionale nei suoi disegni alla caduta del regime di Damasco e alla sua sostituzione con un governo islamista di marca sunnita, infeudato alla Turchia.
La Russia non ha alcuna intenzione di cadere in una trappola del genere, e le prime reazioni fanno pensare che la risposta seguirà un’altra strada. Mentre Putin definiva l’accaduto «una pugnalata alle spalle da parte dei complici dei terroristi», Russia Oggi insisteva nell’informare che l’aereo era stato colpito da terra. Si può interpretare il tutto nei seguenti termini: Mosca ha perfettamente capito da dove è arrivato l’attacco e per quali motivi, ma non cadrà nella trappola di innescare un’escalation con Ankara. Molto più probabilmente concentrerà la rappresaglia sui turcomanni di Siria, trasmettendo in questo modo alla Turchia un messaggio molto chiaro.


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41 Commenti

  1. Filippo81 says:

    Un Paese in mano ai fondamentalisti islamici non può stare nella nato,ad ogni modo serve , secondo me ,un’alleanza politico-militare dei Paesi occidentali (Russia inclusa ) diversa dalla nato stessa.

  2. Ferruccio says:

    Obama Bin Laden ha preso le parti di questi turco-mongoli fiancheggiatori dei terroristi fuori e dentro il loro paese. La cosa triste è che in caso di guerra mondiale la Nato starebbe dalla parte di queste scimmie terroriste.

  3. Giulio says:

    Due semplici considerazioni:

    La NATO protegge la Turchia.

    L’ONU protegge l’Arabia Saudita.

  4. Antonio says:

    Erdogan è palesemente un pazzo con un culto smisurato della personalità che vuole rifondare l’impero ottomano. E’ assurdo che per assecondare queste sue pazzie la Nato debba obbligatoriamente intervenire e scatenare la terza guerra mondiale.

  5. Aragorn says:

    L’arroganza della Turchia-forse molti hanno dimenticato-verso gli europei,e in particolare la Chiesa Cattolica,
    l’hanno espressa quando hanno ufficialmente richiesto la resistuzione della salma di San Nicola da Myra dal’
    lo stato italiano;situata nella basilica dedicato a Lui in Bari. Bisogna ricordare anche chi fece fuoco sù San
    Giovanni PaoloII;appartenente ai gruppi terroristici dei Lupi Grigi:Ocalhan;arrivato dalla turchia?
    Che i Santi Martiri di Otranto ci aiutino a non perderci.

  6. dodi says:

    e a noi chi ci protegge?

  7. Marcone says:

    Mettetela come vi pare, ma l’unico denominatore comune in tutte queste guerre è solo uno: l’islam.
    E noi occidentali ci stiamo facendo allegramente colonizzare dai musulmani (in nome del multicultaralismo tanto caro alle sinistre europee), così tra un certo numero di anni avremo gli stessi problemi che oggi hanno Iraq, Siria, Pakistan, Libano, Yemen, Egitto, Libia, ecc.
    Un sentito grazie ai politici artefici del nostro disastro.

    • EquesFidus says:

      Basta non votarli; purtroppo, basta la promessa di 80 euro per “convertire” alla sinistra più becera (becera non tanto perché sinistra, ma perché priva di qualsivoglia nerbo) l’elettore medio.

  8. Menelik says:

    Putin è diventato, a mio avviso, il personaggio più rappresentativo dell’Occidente.
    Europa dall’Atlantico agli Urali: ecco l’Occidente che si dovrebbe delineare da queste crisi mondiali.

  9. Arturo says:

    L’abbattimento da parte della Turchia del velivolo russo anti-SIIL è un’inaudita aggressione diretta a Mosca facendo trionfare un militarismo teso e ostile da Guerra Fredda. Il mondo si trova sull’orlo delle conseguenze di tale attacco, con commentatori da tabloid che avvertono che l’inizio della Terza Guerra Mondiale è in agguato. Il Presidente Putin, da parte sua, è stato molto più misurato nel rispondere all’incidente, ma non riusciva a contenere lo shock per tale “pugnalata alla schiena dai complici dei terroristi“. La questione ora è come la Russia risponderà a ciò che è successo, ma forse ancora più importante, per gli osservatori, è il motivo per cui gli Stati Uniti ufficiosamente prendono le distanze dall’aggressione dell’alleato. Nonostante NATO e Obama diano pieno sostegno alla fatidica decisione della Turchia, Reuters citava un anonimo ufficiale statunitense che volutamente faceva sapere che l’aereo russo è stato abbattuto nello spazio aereo siriano, basandosi sulla rilevazione delle tracce di calore. Ciò pone domande sul perché gli Stati Uniti siano su entrambi i lati della barricata, da un lato sostenendo pubblicamente la Turchia, dall’altro dando strategicamente informazioni in conflitto con la storia ufficiale della Turchia. (Fonte – Andrew Korybko – Oriental Review 25 novembre 2015)

    • Raider says:

      Ah, ecco Korybko mancava da un po’, le sue soffiate anonime sul fuoco ci volevano proprio. Che la Turchia
      – abbia interessi non meno ‘giustificati’ dell’Iran su un Paese con cui confina, mentre nessun confine corre tra Siria e Iran, è nell’ordine della geografia:
      – che vi sia una minoranza turca (i Turcomanni) in Siria, mentre l’Iran non deve “proteggere” alcuna minoranza, è un dato di fatto;
      – che la prospettiva di una Siria e magari, di un Iraq a ‘trazione’ iraniana – un Iran sull’orlo dell’atonica -, non rassicuri la Turchia, è comprensibile;
      – così come e è chiaro e inevitabile che la Turchia sia un po’ ‘nervosa’ con la Russia che sponsorizza, per sostenere Assad, l’Iran e i suoi programmi di “mezzaluna sciita”:
      – e questa ostilità va al di là di attacchi e ‘incidenti’ che nulla, però, la Russia ha fatto per evitare, martellando le fazioni anti-Assad e riservandosi di attaccare l’Isis in un secondo momento, anche per mettere l’Occidente di fronte all’alternativa: o contro l’Isis o contro Assad,
      – con ciò facendo prevalere con ogni evidenza le scelte politiche sui ‘valori umanitari’ che mandano in brodo di giuggiole coloro che ne hanno fatto o vorrebbero fare di Putin un campione della civiltà cristiana e il vero capofila dell’Occidente:
      – sono tutte cose a cui Korybko non ha pensato e chi lo ha copincollato non vuole che si pensino.
      Conunque sia e anche se la Turchia facesse la brava, con l’Ue e prima e più ancora, con l’identità europea la Turchia non ha nulla da spartire: e come la Turchia è bene e giusto se ne stia fuori dell’Ue, così gli islamici se ne stiano fuori dall’Ue o non ricevano in grazioso dono la cittadinanza Ue e con essa non ‘eredetino’ le terre d’Occidente: lavorino, abbiano tutti i diritti, paghino le tasse: ma il diritto di trasformarci in terra di conquista, sia pure pacificamente e migratoriamente, non va riconosciuto né a loro né a altri.

      • Arturo says:

        Tale dicotomia descritta sopra indica un piano machiavellico in cui gli Stati Uniti manipolano Turchia e Russia secondo ciò le prevedibili risposte più probabili, ben sapendo che potrebbero essere guidate a sostegno dei superiori interessi strategici statunitensi. Per cominciare, gli Stati Uniti probabilmente indicavano ad Erdogan non solo il diritto ‘legale’ di abbattere qualsiasi aereo russo, ma che gli Stati Uniti in realtà preferissero che adottasse tale linea d’azione al più presto. Ciò ricorda come gli Stati Uniti istigarono Saakashvili a bombardare Tskhinvali ed invadere l’Ossezia del Sud, senza doverlo direttamente scrivere su un documento ufficiale affinché accadesse, ma senza lasciare alcuna ambiguità su come volessero che il loro ascaro agisse in quella situazione.
        Per lo più ciò spiega le dichiarazioni pubbliche della NATO e il sostegno degli Stati Uniti alle azioni della Turchia, anche tranquillizzando Erdogan rassicurandolo di aver fatto la cosa giusta. (Fonte – Andrew Korybko – Oriental Review 25 novembre 2015)

        • andrea udt says:

          magari fosse un piano macchiavellico.
          se c’e’ un piano c’e’ pure un fine e qualcuno che pensa, male ma ci prova.

          l’impressione invece e’ che dai tempi della genialata di Bush J. della vera guerra a causa delle finte armi chimiche gli USA si comportano come dilettanti allo sbaraglio in politica estera.

      • ZaC says:

        – e questa ostilità va al di là di attacchi e ‘incidenti’ che nulla, però, la Russia ha fatto per evitare, martellando le fazioni anti-Assad

        ci mancherebbe che la Russia eviti di bombardare le fazioni anti-Assad. sono gruppi estremisti inferiori all’Isis solo per minore capacità di propaganda e strategia militare. trattano i cristiani come l’Isis e l’america europa li sostiene manco fossero rivoluzionari democratici.

        • undewater says:

          Non li sostiene affatto, ma odiano o temono troppo Putin per dare il colpo decisivo a chi lo meriterebbe. Temono Putin perché la Russia è da sempre imperiale, ma anche perché al momento sembra incarnare valori che i governi Obama e Ue disprezzano.

          • ZaC says:

            – Non li sostiene affatto, ma odiano o temono troppo Putin per dare il colpo decisivo a chi lo meriterebbe.

            gli americani sostengono il gruppo FSA ma non disdegnano neppure al nusra che piace ai turchi se serve a far fuori Assad.

            – Temono Putin perché la Russia è da sempre imperiale, ma anche perché al momento sembra incarnare valori che i governi Obama e Ue disprezzano.

            valori cristiani?

            • underwater says:

              Poiché si sono legati mani e piedi alle lobby lgbt, si. Ma quella su al Nusra è una calunnia.

  10. Andrea says:

    Gli unici a cui sembra che la crisi possa portare un vantaggio sono gli Stati Uniti: sarebbe per loro un grande successo se venisse annullato anche il progetto Turkish Stream, il gasdotto che dalla Russia dovrebbe portare il gas in Europa al posto del South Stream, a sua volta abortito in precedenza su pressioni americane sulla Bulgaria. L’ex candidato alla presidenza USA Lyndon Larouche ha accusato apertamente una responsabilità dietro le quinte del governo di Obama.
    Sergei Lavrov ha fatto osservare una cosa importante: gli risulta che per lanciare in azione un F-16 (il caccia turco che ha abbattuto l’aereo russo) occorra comunque ottenere un’autorizzazione dagli USA. Le dichiarazioni di estraneità degli americani sono un’altra farsa.

    • Raider says:

      L’islamo-nazi troll dall’A-llah alla Zac, col supporto di Korybko o in supporto di Korybko per fare di questo blog da screditare uno dei terminali dei siti anti-occidentali, riceve e smista prontamente:
      “Per cominciare, gli Stati Uniti probabilmente indicavano ad Erdogan non solo il diritto ‘legale’ di abbattere qualsiasi aereo russo, ma che gli Stati Uniti in realtà preferissero che adottasse tale linea d’azione al più presto.”
      Capito? La sindrome complottista si fonda sulla suggestione e forza dimostrativa di un avverbio: “probabilmente”: di stare ai fatti, di tenere conto di tutti i fattori in gioco, neanche parlarne: invece Korybko è “probabilemnte” sicuro che gli U.S.A. hanno “indicato” – la cosa è più sicura, così? – ai Turchi di “abbattere qualsiasi aereo russo”: Korybko non specifica né indica se sono da abbattere gli aerei russi nel teatro di guerra o nel teatro in cui i complottisti recitano i loro psico-drammi:

      “Ciò ricorda come gli Stati Uniti istigarono Saakashvili a bombardare Tskhinvali ed invade
      re l’Ossezia del Sud, senza doverlo direttamente scrivere su un documento ufficiale affinché accadesse, ma senza lasciare alcuna ambiguità su come volessero che il loro ascaro agisse in quella situazione”: e sì, intanto che si sfugge a una analisi della situazione reale, meglio allargare ikl fronbte delle paranoie a altre cose, con o senza passaporto scacciapensieri;

      “ci mancherebbe che la Russia eviti di bombardare le fazioni anti-Assad. sono gruppi estremisti inferiori all’Isis solo per minore capacità di propaganda e strategia militare. trattano i cristiani come l’Isis”: facendo prevalere con ogni evidenza le scelte politiche sui ‘valori umanitari’ e nel loro piccolo, cristiani, i Russi si fanno i cavoli loro e dei loro protetti: avessero voluto impedire quello che hanno permesso anche loro, avrebbero agito prima, si sarebbero attivati diplomaticamente, “probabilmente avrebbero indicato” – direbbe, chi? Ma “come, chi?” Korybko, no?, che non ha nulla da invidiare a Giulietto Chiesa o Maurizio Blondet in fatto di obiettività a visuale ridotta, con la sua diplomazia “congetturale” basata sull’uso strategico degli avverbi – a Assad di invitarli alla capagna di guerra che, per il momento, almeno, non prevede l’intervento di truppe di terra;

      “Temono Putin perché la Russia è da sempre imperiale, ma anche perché al momento sembra incarnare valori che i governi Obama e Ue disprezzano. valori cristiani?” Con questa della “Russia è da sempre imperiale” i nazi-islaici complottisti – uno per tutti i mulktinick – uniti nella lotta con Korybko e Assad sembvra che abbiano scoperto l’America all’insaputa di Colombo. E dire che i poveri tapini
      – un nazi hacker troll dalle paranoie una e multiple – hanno assegnato Putin e la Russia all’Oriente Già a che gli costa, questa in mezzo a mille altre castronerie? I valori cristiani? Uno che inganna fin dai nickname, attacca la Chiesa e i Papi quando non si comporta secondo come gli islamici esigono, rovescia insulti al di sotto della cintura, falsifica le parole di Papi e Santi, non poteva che concludere col punto interrogativo dopo “valori cristiani” Ha solo dimenticato di aggiungere la risposta, l’unica che conosca l’islamo-nazista: boh! A chi copincolla, non è richiestoi sapere di più.

  11. stefano says:

    mamma li Turchi! dico sul serio, non scherzo

  12. Raider says:

    L’islamo-nazista ci tiene a fare sapere che è cretino in tutte le lingue e ossessionato da i fantasmi che si crea sia in lingua che in vernacolo. Cancellatelo, per favore, che la Redazione rimuova i post in cui questo psicopatico storpia anche i nickname altrui, non date all’islamo-nazi troll e hacker che si prende gioco del blog l’illusione di poter fare quello che vuole impunemente.

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