Papa Francesco: «Quando ci crediamo dei premi Nobel della santità, facciamo memoria di Cristo»

Il pontefice parla dello Spirito Santo che è «Dio che ci fa ricordare». «Quando un cristiano non ha memoria non è cristiano: è idolatra»

Papa Francesco, questa mattina nell’omelia alla Messa in Casa Santa Marta, ha parlato della sorpresa di san Paolo che, in visita a un gruppo di discepoli di Efeso, si sente dire «non abbiamo nemmeno sentito dell’esistenza di uno Spirito Santo».
Quella inconsapevolezza, ha detto il pontefice, non riguarda solo gli uomini vissuti duemila anni fa, ma è anche tipica dell’uomo moderno: «Lo Spirito Santo è sempre un po’ lo sconosciuto della nostra fede».

ATTIVO IN NOI. «Adesso, tanti cristiani non sanno chi sia lo Spirito Santo, come sia lo Spirito Santo – ha detto papa Francesco -. E alcune volte si sente: “Ma io mi arrangio bene con il Padre e con il Figlio, perché prego il Padre Nostro al Padre, faccio la comunione con il Figlio, ma con lo Spirito Santo non so cosa fare…”. O ti dicono: “Lo Spirito Santo è la colomba, quello che ci dà sette regali”. Ma così il povero Spirito Santo è sempre alla fine e non trova un buon posto nella nostra vita».
Invece, lo Spirito Santo è un «Dio attivo in noi», un «Dio che fa ricordare», che «fa svegliare la memoria». Come lo stesso Cristo spiegò agli apostoli: lo Spirito che Dio vi invierà in mio nome, «vi ricorderà tutto quello che ho detto».

CRISTIANI SENZA MEMORIA. Su questo aspetto della memoria, il Santo padre ha voluto insistere: «Un cristiano senza memoria non è un vero cristiano: è un uomo o una donna che prigioniero della congiuntura, del momento; non ha storia. Ne ha, ma non sa come prendere la storia. È proprio lo Spirito che gli insegna come prendere la storia. La memoria della storia… Memoria della nostra vita, della nostra storia, memoria dal momento che abbiamo avuto la grazia di incontrare Gesù; memoria di tutto quello che Gesù ci ha detto».

PREMIO NOBEL SANTITA’. «Quella memoria che viene dal cuore – ha spiegato papa Francesco -, quella è una grazia dello Spirito Santo». Ricordare questo ci preserva dal vantarci, dall’autoglorificarci. «Quando viene un po’ la vanità, e uno crede di essere un po’ il Premio Nobel della Santità, anche la memoria ci fa bene: “Ma ricordati da dove ti ho preso: dalla fine del gregge. Tu eri dietro, nel gregge”. La memoria è una grazia grande, e quando un cristiano non ha memoria – è duro, questo, ma è la verità – non è cristiano: è idolatra. Perché è davanti ad un Dio che non ha strada, non sa fare strada, e il nostro Dio fa strada con noi, si mischia con noi, cammina con noi. Ci salva. Fa storia con noi. Memoria di tutto quello, e la vita diventa più fruttuosa, con questa grazia della memoria».