Papa Francesco: «La verità non è una enciclopedia. La verità è un incontro»

«La verità non entra in una enciclopedia. La verità è un incontro; è un incontro con la Somma verità: Gesù, la grande verità. Nessuno è padrone della verità. La verità si riceve nell’incontro»

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Papa Francesco, questa mattina nella Messa alla Casa Santa Marta, ha ribadito che il cristiano deve saper costruire ponti, non erigere muri. «Un cristiano deve annunziare Gesù Cristo in una maniera che Gesù Cristo venga accettato, ricevuto, non rifiutato. E Paolo sa che lui deve seminare questo messaggio evangelico. Lui sa che l’annunzio di Gesù Cristo non è facile, ma che non dipende da lui: lui deve fare tutto il possibile, ma l’annunzio di Gesù Cristo, l’annunzio della verità, dipende dalla Spirito Santo. Gesù ci dice nel Vangelo di oggi: “Quando verrà Lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità”. Paolo non dice agli ateniesi: “Questa è la enciclopedia della verità. Studiate questo e avrete la verità, la verità!”. No! La verità non entra in una enciclopedia. La verità è un incontro; è un incontro con la Somma verità: Gesù, la grande verità. Nessuno è padrone della verità. La verità si riceve nell’incontro».

GESU’ PARLAVA CON TUTTI. Gesù, ha spiegato papa Francesco, «ha parlato con tutti»: peccatori, pubblicani, dottori della legge. Per questo, anche il cristiano che vuol portare il Vangelo «deve andare per questa strada: sentire tutti! Ma adesso è un buon tempo nella vita della Chiesa: questi ultimi 50 anni, 60 anni sono un bel tempo, perché io ricordo quando bambino si sentiva nelle famiglie cattoliche, nella mia: ‘”No, a casa loro non possiamo andare, perché non sono sposati per la Chiesa, eh!”. Era come una esclusione. No, non potevi andare! O perché sono socialisti o atei, non possiamo andare. Adesso – grazie a Dio – no, non si dice quello, no? Non si dice quello no? Non si dice! C’era come una difesa della fede, ma con i muri: il Signore ha fatto dei ponti. Primo: Paolo ha questo atteggiamento, perché è stato l’atteggiamento di Gesù. Secondo: Paolo è consapevole che lui deve evangelizzare, non fare proseliti».

NO PROSELITISMO, SI TESTIMONIANZA. La Chiesa, è stata la riflessione di papa Francesco che ha citato Benedetto XVI, «non cresce nel proselitismo», ma «cresce per attrazione, per la testimonianza, per la predicazione». «I cristiani che hanno paura di fare ponti e preferiscono costruire muri – ha aggiunto il pontefice – sono cristiani non sicuri della propria fede, non sicuri di Gesù Cristo. I cristiani invece, è stata la sua esortazione, facciano come Paolo e inizino a costruire ponti e ad andare avanti».

UNA CHIESA BELLA MA NON FECONDA. «Quando la Chiesa perde questo coraggio apostolico diventa una Chiesa ferma, una Chiesa ordinata, bella, tutto bello, ma senza fecondità, perché ha perso il coraggio di andare alle periferie, qui dove sono tante persone vittime dell’idolatria, della mondanità, del pensiero debole… tante cose. Chiediamo oggi a San Paolo che ci dia questo coraggio apostolico, questo fervore spirituale, di essere sicuri. “Ma, Padre, noi possiamo sbagliarci”…. “Avanti, se ti sbagli, ti alzi e avanti: quello è il cammino”. Quelli che non camminano per non sbagliarsi, fanno uno sbaglio più grave».

INDICAZIONI ALLE SUORE. Sempre questa mattina, papa Francesco, ricevendo in udienza le suore superiore delegate di 1900 ordini religiosi del mondo, ha dato tre indicazioni affinché la loro vocazione sia vissuta compiutamente: «Centralità di Cristo», «autorità come servizio d’amore», «sentire con la madre Chiesa». Tre indicazioni che non si può fare a meno di leggere in contrasto con quanto accaduto in America, con le religiose “ribelli”.
«Cosa sarebbe la Chiesa senza di voi?», si è chiesto papa Francesco – le mancherebbe affetto, maternità, tenerezza, intuizione di madre. Care sorelle – ha concluso – siate certe che vi seguo con affetto, io prego per voi, ma anche voi pregate per me».

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