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Pakistani, convertiti al cristianesimo, perseguitati, non li aiuta nessuno. Accade in Inghilterra

ottobre 12, 2015 Leone Grotti

Nissar Hussain, sua moglie e i suoi sei figli sono presi di mira in continuazione dai vicini musulmani. Hanno già dovuto cambiare casa, ma né la polizia né la Chiesa li soccorre

nissar-hussain

Una famiglia di pakistani convertita dall’islam al cristianesimo è costantemente perseguitata ed è già stata costretta a cambiare casa. Gli Hussain vengono presi di mira per strada, a scuola, la loro casa è bersagliata con lanci di uova e i cristalli della loro automobile vengono continuamente infranti. La polizia, sollecitata decine di volte, non fa nulla, al pari della Chiesa anglicana. Perché la famiglia Hussain non è perseguitata in Pakistan, ma in Inghilterra.

«LA NOSTRA VITA È UN INFERNO». Nissar Hussain, 49 anni, originario di Mirpur, nel nord del Pakistan, si è convertito al cristianesimo nel 1996. Trasferitosi in Inghilterra, è sposato con Kubra e insieme hanno sei figli, quattro femmine e due maschi. La famiglia vive a Bradford, vicino a Leeds, 300 chilometri a nord di Londra, ma la loro vita è diventata «un inferno» da quando i vicini musulmani hanno scoperto che sono degli «apostati».
Dopo aver ripetutamente infranto il parabrezza della sua auto, costringendolo a spendere oltre 5 mila sterline per le riparazioni, i vicini della comunità islamica hanno più volte spaccato le finestre della sua casa, «mentre altri stavano a guardare», e hanno minacciato anche di bruciare «casa mia se non mi fossi pentito, ritornando all’islam». «Hanno anche dato fuoco alla casa di fianco alla mia, che era disabitata, nella speranza che la nostra bruciasse. E quando sono andato alla polizia, mi hanno detto: “Smetti di fare le crociate”. Non hanno neanche registrato la denuncia», scrive Hussain in una lettera al deputato della sua zona.

LA DENUNCIA. Di conseguenza, nel giugno 2006, gli Hussain sono stati costretti a cambiare casa e andare a vivere in St Paul Street, sempre nella città di Bradford. All’inizio tutto è andato bene, «abbiamo stretto degli ottimi rapporti con i nostri vicini», fino a quando, nel 2008, Hussain non ha denunciato le ingiustizie subite in un documentario trasmesso da Channel 4 sulle persecuzioni patite dai musulmani convertiti al cristianesimo. Una famiglia musulmana della loro nuova zona li ha riconosciuti e il calvario è ricominciato.
La loro macchina è stata nuovamente presa di mira, così come i figli. Isaaq, appena 7 anni, studia in una scuola elementare gestita dalla Chiesa anglicana e frequentata da molti islamici. Le famiglie musulmane del quartiere, appreso che Isaaq era un «apostata», si sono rifiutate di prenderlo in macchina con loro per portarlo a scuola, come avveniva prima. Poi «si è sparsa la voce nell’edificio scolastico» e anche la figlia più giovane, Leena, 14 anni, ha cominciato ad aver problemi.

«NON CI MISCHIAMO CON GLI APOSTATI». I suoi amici hanno smesso di parlarle, perché «i nostri genitori ci hanno detto che non dobbiamo mischiarci con voi apostati». Commenta il padre: «L’hanno fatta sentire come una cittadina di serie B, stava malissimo». Gli abusi si verificavano «ogni giorno». A marzo, Hussain è venuto alle mani con un vicino che per strada ha «insultato e minacciato» sua moglie. Per questo, è stato denunciato, arrestato e ha passato 12 ore alla polizia, prima di essere rilasciato.

NIENTE PIÙ LAVORO. L’unica misura che la polizia ha preso è stata avvisare un vicino degli Hussain di non importunarli più, dopo che il figlio più piccolo della famiglia ha registrato una delle tante telefonate in cui i vicini lo minacciavano. Le minacce però, al pari dei vandalismi, non sono stati considerati dalla polizia motivati da odio religioso.
A causa dei continui abusi, «dai quali la comunità pakistana non ci difende, perché ci hanno emarginato», Hussain ha perso il lavoro come infermiere in un ospedale, dopo che gli è stato diagnosticato il disturbo post-traumatico da stress.

CRITICHE ALLA CHIESA. Gli Hussain non hanno nessuna intenzione di abbandonare la religione cristiana, nonostante le minacce, però hanno smesso di frequentare la Messa presso la Chiesa di Inghilterra. «Non hanno fatto niente per noi, così ci abbiamo dato un taglio». Anche l’Inghilterra li ha delusi. «Viviamo in una società libera e democratica, quello che ci stanno facendo è terribile. Stanno sabotando le nostre vite e questo non dovrebbe accadere nel Regno Unito». Disperati, stanno pensando di cambiare casa di nuovo.


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16 Commenti

  1. Luca P. says:

    Non è molto diverso qui in Italia, dove molti convertiti vivono di nascosto la loro fede per paura di rappresaglie.
    Di sicuro l’UNAR non ha tra le proprie premure quella di fare dei libretti scolastici per diffondere la tolleranza religiosa nelle scuole …

    • Ale says:

      Condivido, l’Unar ha troppo da fare per occuparsi di queste cose…
      Aggiungerei pure che non è la prima volta che sento dei musulmani vomitare odio (che poi a stento cercano di celare) quando si tratta di cristiani, ma anche di omossessuali.
      La verità è che l’unica religione cattolica (cioè che abbraccia tutti) è quella cristiana cattolica.

  2. Filippo81 says:

    Evidentemente le comunità mussulmane di’Inghilterra non sono poi così “moderate”.Il silenzio delle istituzioni non mi sorprende, visto il fastidio e l’antipatia che provano per il Cristianesimo coloro ad esse preposte, in Inghilterra più che altrove.L’indifferenza della comunità anglicana verso la famiglia pakistana è ,poi,vomitevole,manca solo che consiglino alla famiglia di ritornare all’Islam, per “rispetto” !

    • underwater says:

      L Inghilterra radical e protestante compie l ennesimo tradimento dopo il divorzio di Enrico VIII. Non a caso la Chiesa cattolica da quelle parti è in aumento e si sono istituiti pure gli ordinariati Anglicanorum coetibus.

    • EquesFidus says:

      Non mi stupirebbe, visti i motivi per cui è stata fondata la Chiesa anglicana ed il cesaropapismo endemico nei Paesi anglosassoni (per cui non è la religione a dettare legge in materia di fede e di morale, bensì l’esatto opposto, sono la Corona ed i lord a dettare legge).

  3. Sebastiano says:

    Niente di diverso da quanto accadrà anche qui. E anche qui con il silenzio connivente dei cosiddetti “moderati” di casa nostra.
    Del resto, di che meravigliarsi, gli stiamo già vendendo fabbriche e imprese.
    Tutti belanti dietro al ritornello dell’islam “religione di pace” e allineati al mantra della “splendida convivenza multiculturale”.
    Ovviamente sui nostri mass media neanche un accenno di striscio alla faccenda, non sia mai che qualche lord e qualche imam se abbiano a male. Figuriamoci, la nostra è stampa “libera e democratica”.

  4. mamifacciailpiacere says:

    Gli inglesi , loro si che sono un esempio di libertà e di democrazia… soprattutto religiosa.

    • Raider says:

      Gli islamici hanno meno motivo di lamentarsi del trattamento ricevuto nella terra di Londonistan – per es., la ‘mitica’ BBC che dichiara il Cristianesimo religione che si può criticare, attaccare, vilipendere senza riserve e senza giri di parole e con tutta la forza d’urto della satira: l’Islam, invece, no, perché, detto dai formidabili dirigenti della ‘mitica’ BBC, che difendono a colpi di circolari interne, codici etici e dichiarazioni solenni la libertà di espressione, la libertà d’informazione e la propria testa, gli islamici a critiche, attacchi e satira reagiscono ammazzando -, ma questo sapersi così bene accetti li induce a aspettarsi sempre di più da un popolo di dhimmi.

      • filippo81 says:

        Hai ragione Raider, secondo la “cultura” dominante in Europa è giusto , anzi doveroso ,criticare e ed offendere il Cristianesimo,(rientra nella “libertà d’espressione” ) mentre guai a dire una sola parola di critica nei confronti dell’islamismo, è considerato razzismo, xenofobia, islamofobia, ecc.

        • Raider says:

          La situazione è quella che è, possiamo solo pregare e fare tutto ciò che rientra nelle nostre possibilità, ma oggi hanno approvato il cosiddetto ‘ius soli temperato’ e se la ‘temperatura’ è questa, la BBC alla quinta colonna parlamentare immigrazionista e pro-dhimmitudine gli fa un baffo.

    • filippo81 says:

      Se continua di questo passo l’Inghilterra sarà tra non molto una versione Europea dell’arabia saudita.allora si che avrà libertà religiosa…..

  5. EquesFidus says:

    No, l’Islam non è un legalismo tribale e violento che non si fermerà finché tutto il mondo sarà sotto di lui, con un furore ideologico che di religioso ha ben poco e che affonda le sue radici nell’auto-alimentarsi del fanatismo interno al mondo islamico, cosa che prima o poi li porterà a cominciare a massacrare gli apostati dalla loro falsa religione (già queste mie parole, peraltro, sono meritevoli di morte per questi emissari degli inferi) anche qua in Occidente; proprio no…

    • Menelik says:

      Nell’est europeo gli islamisti non hanno chances.
      In Cina idem.
      In quei due posti, se ci provano, faranno una finaccia.
      L’America, per loro è lontana, sia al nord che al sud.
      Probabilmente anche in America Latina farebbero una finaccia.
      In quanto alla vecchia Europa, fin tanto che è nelle mani della sinistra, l’islam si frega le mani dalla soddisfazione: hanno già fatto il conto di farcela.

      • Raider says:

        Nell’Est europeo, può darsi, finché (già: fino a quando? Sempre, si spera!) il gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Slovacchia, Rep. Ceca) tiene sull’immigrazione: ma gli islamici, in Russia, saranno maggioranza entro pochi decenni e prima ancora, potranno condizionare la politica e la società russa, esattamente come da noi, grazie prego scusi a immigrazione continua e crescita demografica come arma di invasione di massa: proprio come gli islamici fanno a Gaza – e nell’Ue.
        Per il sì e per il no, diciamo da noi, “zio Vlad” ha pensato bene di fargli costruire la pù grande moschea d’Europa, così San Basilio impara a mettersi in testa cupole a bulbo. “Zio Vlad” chiama ‘eredità imperiale’ quello che altrove chiamano melting pot, multiculturalismo e società multietnica: l’identità russa, per lui, è ‘plurale’: e infatti, non è che tutti Russi apprezzino il gentile pensiero (Unico) di essere “una” fra le componenti del loro Paese e di avviarsi a diventare minoranza squalifcata da San Pietroburgo a Vladivostock: e sapete come vengono zittiti i Russi contrari alla politica immigrazionista e di arruffianamento pro-islamico di “zio Vlad”? Fascisti!
        La Cina? Prona agli islamici al punto da fare diventare l’anno del maiale del calendario tradizionale cinese un altro animale – non ricordo quale bestia islamicamente perfetta – per non irritare gli islamici del posto e di tutto il resto del mondo: manco il PCC fosse la BBC!
        E in che senso l’America sarebbe lontana, per gli islamici, nell’éra dei viaggi globali, del “nomadismo”, capperi! e voli transcontinentali low coast? Emiri e sceicchi finanziano gli Atenei, più prestigiosi degli States, impongono le loro condizioni (cosa inseginare, a chi va una cattedra, chi premiare, boicottaggi di docenti sgraditi perché ritenuti islamofobi, ecc…): e sono noti gli esempi e le gare di piaggeria con gli islamici di sindaci di grandi citttà e governatori: via l’albero di Natale e vai col Ramadan. E anche Hollwood non rimane a guardare: e mostra film in cui cattivi sono i cristiani (per es.) crociati e buoni i musulmani: o in cui le musiche in film ambientati nell’antica Grecia o nella Roma dei Cesari sono arabeggianti – dire che il Corano e Maometto maledicono la musica!
        Gli iraniani hanno, grazie alla special partnerishp con Chavez, spedito missionari in Venezuela, la Tv d Stato ha mostrato con fierezza i primi indios Wuaicas e Chivaros con la tunica e le loro donne col chador e il burka: ridicolo il fatto che i multiculturalisti non siano insorti, in questo caso, contro il flagrante imperialismo culturale, contro l’odiosa prevaricazione antropologica ai danni delle popolazioni locali… Chissà perché.
        In Uruguai, già lo scorso anno erano sorti problemi con i profughi siriani (tutti islamici) mandati là, problemi di compatibilità ambientale fra gli usi islamici e le leggi del Paese ospite, che ai profughi siriani (tutti islamici), comunque, non piaceva: avevano sempre sognato la Svezia, la Danimarca, gli U.S.A., al limite: posti più islamo-compatibili, probabilmente.
        Comunque, per chi si compiace di essere anti-occidentale o gode dei successi – assai presunti più che non appaia – del fronte anti-occidentale, questi sono dettagli trascurabilissimi. Per chi considera tutto questo in maniera meno ristretta, no. E dirà sempre
        W L’OCCIDENTE!
        NO ALL’ISLAM!

  6. Menelik says:

    E questa è la nazione in cui, se vai a lavorare con la catenina della croce al collo, ti fanno licenziare col mobbing.
    Io ci ho lavorato 5 anni e stavo per rimanere lì, ma adesso, col senno di poi, dico che per fortuna siamo tornati in Italia.

  7. Oreste says:

    Questo è l’islam, bellezza…Non esiste un islam “buono” e uno “cattivo”, esiste solo l’islam del Corano. Punto. Che prevede appunto, per apostati, adulteri, omosessuali e bestemmiatori, la morte.
    Come già ‘profetizzato’ da altri, accogliendo l’islam a casa nostra ci condanniamo a vivere l’inferno che oggi abita in medioriente, con persecuzioni, lapidazioni, guerre civili sciiti/sunniti, attentati suicidi, ecc.
    Questa testimonianza è solo una tra le tante.
    Gli ipocriti buonisti di sinistra (e tanti anche di destra) stanno scavando la fossa della società occidentale.

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