«Sono orgogliosa di mio padre, che si è sacrificato per fermare il kamikaze in chiesa»

A Youhanabad (Pakistan), i fedeli delle due chiese colpite a marzo dai talebani sono tornati a Messa. Testimonianze

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«È davvero strano essere qui a Messa senza mio padre». Meerab Afzal è tornata nella chiesa di Cristo per la prima volta dopo il duplice attentato suicida talebano che ha sconvolta l’esistenza della sua famiglia il 15 marzo. Quel giorno la chiesa protestante, insieme a un’altra cattolica, è stata colpita da un kamikaze nel quartiere di Youhanabad, a Lahore, in Pakistan. Ventidue persone in tutto sono morte tra i fedeli delle due chiese, altre 70 sono rimaste ferite nell’esplosione e si trovano ancora in ospedale.
Nel cuore di Meerab si mischiano sentimenti contrastanti. Suo padre è l’uomo che ha fermato il kamikaze, sacrificando la sua vita per impedirgli di entrare dentro la chiesa. Se non l’avesse fatto, il bilancio delle vittime sarebbe stato molto più alto. «Il giorno dell’attacco eravamo tutti insieme in chiesa, e ora la nostra famiglia è spezzata. Io sono fiera di mio padre, perché ha salvato tante vite, ma mi manca moltissimo».

«DIFFONDONO ODIO». Il reverendo Irshad Ashknaz è tornato a celebrare la Messa come prima dell’attentato. Intervistato dalla Bbc, ha parlato delle centinaia di cristiani arrestate in modo indiscriminato per l’omicidio di due uomini, uccisi fuori dalla chiesa da una folla perché sospettati di essere collegati ai terroristi. «Quello che è stato fatto è ingiustificabile e lo condanniamo». Poi ha provato a spiegare quanto successo: «Noi abbiamo a che fare ogni giorno con la discriminazione. Non possiamo neanche trovare lavoro perché siamo cristiani. Diffondono l’odio contro di noi. Quando subisci costantemente violenze e abusi, può succedere che le emozioni vengono lasciate libere. Ecco come spiego l’uccisione dei due uomini da parte della folla».

«NON ABBIATE PAURA». Anche l’arcivescovo di Lahore, monsignor Sebastian Francis Shaw, è tornato a pregare nella chiesa cattolica di Youhanabad dopo gli attentati. Parlando a oltre duemila fedeli, dopo la Pasqua, ha detto: «Non abbiate paura. Abbiate fiducia nel Signore, come hanno fatto i martiri di Youhanabad. Pregate per la vera pace e per l’intera nazione, che è colpita dal terrorismo».