Ong «scioccata»: in Uganda i preservativi ci sono già, ma le famiglie non li usano perché vogliono fare figli

Orrin Tiberi «scioccato dai risultati» della sua ricerca sull’Uganda Village Project, che diffonde la pianificazione familiare. «Mi è sempre stato detto che il problema era l’accesso ai preservativi, non è così»

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africa-donne-bambini-shutterstock

Il ritornello è ben conosciuto e viene ripetuto a ogni piè sospinto in tutte le salse da Onu, Fmi, Oms, Banca mondiale e via dicendo. Nei paesi africani, come ad esempio l’Uganda, il diritto alla «sanità sessuale e riproduttiva» non è pienamente rispettato, perché c’è un’importante «domanda non soddisfatta» di metodi contraccettivi che permettano soprattutto alle donne di pianificare la propria vita familiare.

PIANIFICAZIONE FAMILIARE. La verità è che questa «domanda non soddisfatta» semplicemente non esiste. Ad ammetterlo è Orrin Tiberi, che si è appena recato nella regione più popolosa dell’Uganda, il distretto Iganga, per valutare l’impatto dell’Uganda Village Project, Ong che ha promosso un piano di tre anni, chiamato Healthy Villages Initiative, per «promuovere la salute e l’igiene» nei villaggi del paese africano. Neanche a dirlo, tra gli obiettivi del progetto ci sono la diffusione della pianificazione familiare e della contraccezione, oltre che garantire l’accesso all’acqua.

«RISULTATI SCIOCCANTI». Scrive Tiberi sull’Huffington Post: «Durante la mia permanenza in Uganda mi è sempre stato detto che la possibilità di accedere [alla distribuzione di preservativi] è la principale ragione per cui le donne di campagna non usano i metodi contraccettivi. Mi è anche sempre stato detto che, una volta che l’accesso sia garantito, le donne dovunque avrebbero rapidamente aderito alla pianificazione familiare. Guardando i dati, però, ho scoperto» che le cose stanno molto diversamente: «I risultati mi hanno scioccato».

VOGLIONO FARE FIGLI. Su 945 donne intervistate, di età compresa tra i 18 e i 49 anni, solo 8 sulle 400 (2%) che non usano la contraccezione hanno citato come motivazione «la mancanza di accesso». La maggioranza (52%) ha invece affermato che «non vuole usare metodi contraccettivi» o che teme «effetti negativi sulla salute» (36%). Perché allora, si chiede Tiberi, continuano a fare così tanti figli? La risposta che ha scoperto è semplice: perché ne desiderano tanti. «Dai dati si scopre che le donne hanno quasi esattamente il numero di figli che desiderano», continua Tiberi. «Le donne hanno in media 5,27 bambini a testa e ne vorrebbero 4,95». Questo dato ricalca quello di una ricerca ugandese del 2011, secondo la quale «gli uomini invece vogliono 5,7 bambini».

«NONOSTANTE LE FORTI PRESSIONI». Continua il ricercatore: «La ricerca ugandese ha scoperto che la famiglia ideale non è cambiata molto negli ultimi dieci anni nonostante forti pressioni da parte del governo nazionale e di molte organizzazioni internazionali», come l’Onu o quella di cui lo stesso Tiberi fa parte. A dimostrazione dell’insospettabilità della fonte, Tiberi conclude: «È chiaro dai numeri che c’è ancora molto da fare per la pianificazione familiare», «non bisogna fermarsi qui». Per l’attivista, insomma, è necessario cambiare la mentalità delle donne e degli uomini dell’Uganda che ancora vogliono molti figli e si ostinano a non usare metodi contraccettivi nonostante le «forti pressioni». Non importa che loro non vogliano usare il preservativo, in qualche modo bisogna convincerli. Almeno non si potrà più dire che il problema dell’Africa sia la «domanda non soddisfatta».

Franco Volpato / Shutterstock.com

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