Dalla padella alla brace. Il nuovo ministro dell’Istruzione francese è Najat Vallaud-Belkacem, «l’estremista pro gender»

Propose di scrivere sui libri di testo l’orientamento sessuale degli scrittori, si è battuta contro l’obiezione di coscienza per aborto e nozze gay, ha chiesto alle scuole di adottare libri come “Papà porta la gonna”

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Il nuovo ministro dell’Istruzione francese è Najat Vallaud-Belkacem, ex portavoce del governo e ministro per la parità. La nomina ha suscitato le proteste della destra transalpina e della Manif pour tous. La giovane politica 36enne, infatti, finora si è segnalata più che altro per le sue posizioni estreme in favore dell’ideologia gender e del matrimonio omosessuale, di cui è una convinta sostenitrice. Laurente Wauquiez, ministro dell’Insegnamento superiore ai tempi del governo Sarkozy, l’ha definita «un’estremista pro gender» e Ludovine de La Rochère, portavoce della Manif, ha detto che Belkacem «è imbevuta di utopia antropologica, è immersa nella lotta dei sessi come altri lo sono nella lotta di classe».

AUTORI GAY. In effetti, scorrendo le sue dichiarazioni e prese di posizione in questi anni, non si può non dare ragione a La Rochère. Nel 2012 Belkacem propose di «scrivere sui libri di testo l’inclinazione sessuale di ogni personalità di rilievo» perché questo avrebbe aiutato «le coppie gay con figli, per far vedere che la loro esistenza è in realtà ordinaria». La stessa Belkacem, come mostrato da un video diffuso da Bfmtv, fece visita nelle classi per sponsorizzare il matrimonio omosessuale come «avanzamento» della società, proprio negli stessi giorni in cui l’allora ministro Vincent Peillon ammoniva le scuole di ispirazione cattolica a non propagandare le loro idee in classe, perché la scuola in Francia deve rimanere «neutra».

CONTRO IL SINDACO OMOFOBO. Fu la stessa Belkacem a promettere sanzioni contro Jean-Michel Colo, sindaco di Arcangues, che si era rifiutato di celebrare le nozze omosessuali di una coppia che poi lo aveva denunciato. Colo aveva spiegato che il presidente Francois Hollande aveva promesso l’obiezione di coscienza, ma per Belkacem il sindaco non poteva avanzare alcuna pretesa, anzi, se non avesse accettato di ubbidire alla legge sarebbe incorso in «sanzioni» (tre anni di prigione e un’ammenda pari a 45 mila euro).

IL SITO PRO ABORTO. Nell’estate 2013 Belkacem presentò un progetto di legge per favorire “l’uguaglianza tra uomini e donne”. Tra le tante disposizioni previste, c’era anche quella che obbligava i provider di internet a denunciare tutto ciò che sulla rete aveva un contenuto sessista o omofobo. Nell’ottobre dello stesso anno tornò alla carica con una nuova proposta, questa volta sui «diritti all’aborto e alla contraccezione» che a suo dire erano «vittime di attacchi insidiosi». Per questo aveva deciso di aprire un sito governativo per «sponsorizzare l’interruzione di gravidanza» che, però, non si limitava a quello, ma si prefiggeva di controllare la rete «per vedere quanto i movimenti anti-aborto sono presenti».

PAPA’ PORTA LA GONNA. Le intemerate della Belkacem, in certi episodi, hanno raggiunto punte notevoli di grottesco. Come quando propose di sopprimere «le connotazioni di genere nei nomi dei mestieri, specie nell’ambito della sanità». Anche se il caso che sollevò maggiori polemiche fu la sua visita, a gennaio di quest’anno, a una scuola materna in occasione dell’inaugurazione del programma “ABCD dell’uguaglianza“. Accompagnata da Peillon, la ministra illustrò il programma che voleva «educare alla cultura dell’uguaglianza fra i sessi» fin dalla più tenera età per «eliminare pregiudizi e stereotipi che possono essere alla base di discriminazioni». Come? Innanzitutto facendo adottare nelle scuole libri come Ho due papà che si amano o Papà porta la gonna: testi in cui si insegna ai bambini che «i sessi non sono complementari» e si possono cambiare a piacimento.

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