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A 40 anni dal disastro di Chernobyl, nessuno vuole più fare a meno del nucleare

Di Leone Grotti
26 Aprile 2026
Nell’anniversario dell’incidente nella centrale sovietica in Ucraina, Usa e Cina moltiplicano le installazioni di reattori e l’Europa (in ritardo) torna a investire sull’atomo per diminuire la dipendenza da gas e petrolio
Microsoft ha firmato un accordo per rimettere in funzione la centrale nucleare dismessa di Three Mile Island, vicino a Middletown, Pennsylvania
Microsoft ha firmato un accordo per rimettere in funzione la centrale nucleare dismessa di Three Mile Island, vicino a Middletown, Pennsylvania (foto Ansa)

Mykola Chudak aveva 26 anni quando nel novembre 1986 fu inviato dall’Unione Sovietica come pompiere nella “zona di esclusione” di Chernobyl insieme a soldati, ingegneri, minatori e medici per cercare di contenere il più grande disastro nucleare della storia, avvenuto in Ucraina il 26 aprile di 40 anni fa. Chudak, come gli altri 600 mila “liquidatori” raccolti in tutta l’Urss dalle autorità di Mosca, allora non sapeva che cosa fosse successo. Il Cremlino non li aveva informati. Ma oggi, tornando per la prima volta sul luogo dell’incidente, Chudak non pensa a quei sei mesi in cui visse a meno di dieci chilometri dalla centrale nucleare: «Tornando qui provo un’immensa gratitudine per il sacrificio fatto dai miei compagni», dai vigili del fuoco di Chernobyl e di Pripyat che intervennero subito dopo lo scoppio che ha cambiato l’Europa e la percezione mondiale dell’energia nucleare. Molti di loro morirono per sindrome acuta da radiazioni nelle settimane successive. Il disastro di Chernobyl A...

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