Nigeria, non bastava Boko Haram. Ricominciano le violenze tra gruppi etnici contrapposti

Il pluridecennale contrasto tra allevatori e coltivatori per il controllo delle terre e delle risorse idriche ha fatto un inquietante salto di qualità. Ma chi arma queste persone?

Non bastavano le violenze degli islamisti di Boko Haram. A straziare la Nigeria ci sono anche gli attentati terroristici tra gruppi etnici contrapposti, anch’essi sempre più caratterizzati da componenti pseudoreligiose. L’agenzia Fides ha dato notizia di un attacco sferrato domenica scorsa contro una chiesa cattolica nel villaggio di Ungwar Poppo, nello Stato settentrionale di Kaduna.

ALLEVATORI CONTRO COLTIVATORI. Uomini armati di mitra hanno attaccato il luogo di culto mentre i fedeli erano riuniti per la Messa: sparando indiscriminatamente hanno ucciso la guardia incaricata di proteggere la chiesa e ferito diverse persone, alcune in modo grave. Secondo le prime indiscrezioni gli assalitori sarebbero pastori fulani, di religione musulmana, che negli ultimi mesi hanno compiuto diversi attacchi a comunità di coltivatori cristiani. Il pluridecennale contrasto tra allevatori e coltivatori per il controllo delle terre e delle risorse idriche sembra aver fatto un inquietante salto di qualità da quando i fulani hanno mostrato di disporre di armi sofisticate, forse ottenute proprio dai miliziani di Boko Haram.

I KAMIKAZE DI BOKO HARAM. Sempre Fides informa dell’intensificarsi degli attacchi e degli attentati kamilaze degli islamisti. Boko Haram prosegue nella sua offensiva nello Stato nordorientale del Borno, considerato la sua roccaforte. Dopo aver occupato la città di Damboa, ora i miliziani hanno assunto il controllo di Gwoza, dove hanno bruciato case, negozi ed edifici amministrativi e messo in fuga i residenti che si sono rifugiati sulle colline intorno alla città e nei vicini villaggi camerunensi.