Nel Pd la linea è chiara: sono tutti d’accordo a metà con se stessi

Prima le amministrative, poi archiviare la foto di Vasto. Convergere al centro, o forse no. Adesso ci penso un attimo e poi ti dico. Il partito di Pier Luigi Bersani fila via dritto come un ubriaco. Bestiario di dichiarazioni.

Sono in tanti, nel Partito democratico, ad aver preso a pretesto la sconfitta della candidata bersaniana Rita Borsellino per aprire un dibattito sulle alleanze da adottare per le elezioni politiche del 2013. La linea ufficiale è chiara: la foto di Vasto non si archivia affatto. Per il semplice motivo che sarebbe suicida, in vista delle amministrative: senza Idv e Sel non si va da nessuna parte, e il sistema che vige per i grandi comuni e per le province (maggioritario a doppio turno) implica la ricerca di vaste alleanze.

Il segretario ha ribadito anche i piani a lungo termine: una coalizione di centrosinistra da allargare, eventualmente, al centro. Sullo sfondo, la riforma elettorale (in caso di “modello tedesco corretto” il Pd potrebbe correre da solo, senza rincorrere il centro, recuperando la sua vocazione maggioritaria e lasciandosi alle spalle la foto di Vasto). Un accordo praticamente raggiunto, anche se verrà ufficializzato, ovviamente, dopo le amministrative di maggio. Nel frattempo occorre andare per gradi: prima le amministrative, poi discutere di alleanze politiche.

E questo dibattito, tutto interno, a colpi di dichiarazioni sulle pagine dei giornali, se da una parte serve a chiarire le posizioni dei singoli, dall’altra restituisce l’immagine di un partito in crisi d’identità, percorso da malcontento e tensioni. Quali sono le opinioni sulla linea ufficiale dettata dal segretario? Sull’appoggio di chi può contare Bersani? Quanto può reggere l’equilibrio del Pd? Ecco una breve carrellata di dichiarazioni, a risposta.

«La sconfitta di Palermo è locale, ma il problema è nazionale».
(Paolo Gentiloni, sulle primarie palermitane)

«È un voto contro Vasto».
(Marco Follini, sulle primarie palermitane)

«L’alleanza con Sel e Idv è un accordo del passato. I nostri elettori chiedono altro, un accordo che guardi al centro».
(Enrico Letta, vicesegretario del Pd)

«Ma che c’entra la foto di Vasto con Palermo? Tutti i candidati alle primarie avevano sottoscritto un accordo di centrosinistra».
(Pierluigi Bersani, segretario generale del Pd)

«Non resterò inchiodata alla foto di Vasto, ma trovo contraddizioni in chi la vorrebbe stracciare. Il Pd è al centro del centrosinistra e non può essere schiacciato su posizioni radicali per poi fare l’alleanza con i moderati o su posizioni moderate per poi accordarsi con Sel».
(Rosy Bindi, vicepresidente della Camera)

«Penso che il Pd debba riappropriarsi del non poco spazio che sta alla sua sinistra. Lo schema di Vasto è insufficiente. Ho dei dubbi sulla possibilità di un’alleanza limitata a forze come Sel e IdV».
(Dario Franceschini, Pd)

«Il Partito democratico deve cercare una alleanza con le forze di centro». 
(Pierluigi Castagnetti, Pd)

«Il Pd deve accorgersi una volta per tutte che siamo entrati pienamente nell’era post-Berlusconi, un tempo in cui si pone il problema di raccogliere i voti dei delusi dal Cavaliere, quelli dei moderati. Per questo occorre guardare al Terzo polo. È un grave errore per il nostro partito lasciare che siano altri ad appaltare questo lavoro rincorrendo i consensi nell’area già affollata della sinistra radicale».
(Giuseppe Fioroni, Pd)

«Ora ci vorrebbe una gestione collegiale del partito».
(Walter Verini, Pd, braccio destro di Walter Veltroni)

«Le notizie che circolano sul merito dell’accordo in corso alimentano più i timori che le speranze».
(Arturo Parisi, Pd)

«Discutere oggi su intese e accordi futuri che nulla hanno a che fare con i problemi delle città al voto risulta fuorviante e rischia di minare il lavoro costruttivo della stesura dei programmi». 
(Davide Zoggia, responsabile degli enti locali del Pd)
Twitter: @SirianniChiara