Milano: Pisapia e Formigoni varano Unexpected Israel, al via il 12 giugno

Si terrà in piazza Duomo a Milano l’inaugurazione de “L’Israele che non ti aspetti”. Formigoni: «L’amicizia dell’Italia e della Lombardia con Israele è senza se e senza ma». Pisapia: «Milano deve continuare a essere un punto di incontro fra culture, popoli e civiltà». Ignorati i contestatori, l’ambasciatore israeliano ringrazia

Il 12 giugno si terrà in piazza Duomo a Milano l’inaugurazione di Unexpected Israel, “L’Israele che non ti aspetti”. Dieci giorni di incontri per raccontare i volti inediti della patria del popolo ebraico. Il programma è molto ricco e prevede conferenze di scrittori e scienziati, concerti, mostre d’arte e cinque seminari sulla tecnologia (tecnologie idriche, i new media, la sanità, la sicurezza interna e la robotica).

Niente di politico, insomma, ma una serie di iniziative economiche e culturali. Due esempi tra i tanti: il 14 giugno si terrà un Forum economico Italia-Israele, a cui parteciperanno il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, il ministro dell’Industria israeliano Shalom Simhon, e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, mentre il 15 giugno si terrà un faccia a faccia tra due artisti Israeliani, Noa e David Grossman (entrambi pacifisti e appartenenti alla sinistra israeliana). Nonostante questo ci sono state dure prese di posizione da parte dei contestatori, che hanno parlato di «contro-informazione» e di «kermesse irritante». Sul manifesto di domenica 5 giugno è comparsa una lettera aperta al nuovo sindaco di Milano, firmata, tra gli altri, dal presidente della Comunità palestinese della Lombardia e dall’associazione “amici della mezzaluna rossa palestinese”: «Caro Sindaco, (…) si faccia capire alle autorità di quel paese che nessuna celebrazione è possibile a Milano, ed in Italia, se non dopo che sia cessata ogni oppressione e riconosciuti, di diritto e nella vita quotidiana, i diritti del Popolo Palestinese, la sua cultura, la sua umanità. Ti abbiamo eletto sicuri della tua convinta adesione ai principi di giustizia, libertà, uguaglianza ed indipendenza dei popoli: siamo sicuri che tu risponderai al nostro appello».

Il tema è delicato, e poteva trattarsi di una prova fatale per il sindaco neo-eletto. Ma la manifestazione (voluta dall’ex sindaco Letizia Moratti e organizzata dal Comune di Milano in collaborazione con l’Ambasciata d’Israele a Roma) si terrà, nonostante il rischio di disordini. Lo ha ribadito questa mattina Giuliano Pisapia all’incontro di presentazione della kermesse presso il Pirellone: «Milano è una città accogliente e ospitale e non può in alcun modo diventare la sede in cui si riproduce uno scontro che da troppo tempo non trova una soluzione positiva e pacifica. Milano è gemellata con Tel Aviv e con Betlemme e deve continuare a essere un punto di incontro fra culture, popoli e civiltà. Anche per queste ragioni la nostra città ospiterà Expo 2015 e continuerà a lanciare messaggi di pace e di dialogo».

«Nei prossimi mesi proporremo un’iniziativa perché venga conosciuta la realtà attuale della Palestina» ha proseguito il sindaco. «Siamo stati protagonisti in queste settimane dell’avvio di una stagione di cambiamento e di stimolo per nuove opportunità di rilancio della nostra città e della nostra visione pacifica e cooperativa delle relazioni internazionali». Alla presentazione di Unexpected Israel c’era anche Gideon Meir, ambasciatore di Israele, che si è congratulato vivamente con il primo cittadino: «Mi scalda il cuore, come ambasciatore e come israeliano, vedere come abbia accolto a braccia aperte questa iniziativa che era stata concordata con l’amministrazione precedente. E’ una dimostrazione del forte legame e volontà di collaborazione tra Milano e Israele. Voglio congratularmi con il sindaco anche per la decisione di ospitare una iniziativa simile con il popolo palestinese».

Anche il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni ha specificato che «l’amicizia dell’Italia e della Lombardia con Israele è senza se e senza ma, tuttavia voglio ricordare che nutriamo la stessa amicizia per il popolo palestinese. Non lo dico perché serve un contrappeso, ma perché nessuno possa strumentalizzare questa iniziativa». Formigoni ha anche ricordato le relazioni stabili, fondate su gemellaggi e cooperazioni scientifiche-tecnologiche, che legano la Lombardia a Israele, in nome di «una particolare sintonia che si basa sul fare impresa, sul capitale umano, sul rilancio e sull’innovazione». Di fatto questi dieci giorni rappresentano il primo vertice economico Italia-Israele, e il terminale della visita di Napolitano a Tel Aviv nel 2009. «Il potenziale è straordinario» ha detto il presidente della Provincia Guido Podestà. «Ci aspettiamo una crescita per tutto il territorio». Anche Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, ha ricordato che la kermesse sarà soprattutto una piattaforma di dialogo tra 50 imprese israeliane e 150 imprese italiane. Anche in vista dell’Expo 2015, rafforzare le relazioni culturali ed economiche tra i due paesi è nell’interesse di tutti.