Le idee giuste per sostenere famiglie e natalità

Di Rodolfo Casadei
24 Agosto 2025
Al Meeting un incontro sull'Italia che non fa più figli. Per Rizzolli bisogna «spostare il focus dal figlio alla famiglia tutta intera». Menorello: «Educazione, nonni, lavoro. Ecco dove intervenire»
meeting incontro natalità
Gli ospiti dell'incontro sulla natalità al Meeting di Rimini (foto Meeting Rimini 2025)

«L’aritmetica ci aiuta a stare nella realtà» (Angelo Picariello, giornalista di Avvenire, a proposito delle statistiche sul tracollo della natalità in Italia e nel mondo). «La vita di una famiglia è un organismo, non è un meccanismo» (Mario Bolzan, già professore di statistica all’Università di Padova). «La nascita ci convoca all’essere voluti, non all’essere padroni del nostro destino. Le riforme sui temi antropologici abbiano questo punto di fuga: l’uomo come relazione, l’uomo come essere voluto da qualcun altro, come donato e non come padrone di se stesso» (Domenico Menorello, coordinatore del network “Ditelo sui tetti”). «Crollerà la cultura dello scarto insieme alle leggi che ha prodotto, come è crollato il Muro di Berlino» (Marina Casini Bandini, presidente del Movimento per la Vita).

Questi giudizi e altri ancora si possono ascoltare in un incontro al Meeting di Rimini sul tema “Sostegno alla natalità: un impegno per tutti” realizzato in collaborazione con “Ditelo sui tetti” e con il Movimento per la Vita. Uno di quegli incontri dove si intrecciano numeri (i 265.500 bambini nati anziché abortiti dal 1975 ad oggi grazie ai 400 Cav, Centri di aiuto alla vita presenti in Italia, le 856 mila mamme aiutate dagli stessi) e ragionamenti puntuti («… ci eravamo scordati del monito di Tomaso d’Aquino: la legge è innanzitutto l’indicazione di un “bene” da parte dell’autorità politica, che, dunque, verso quello stesso “bene” condiziona – e molto! – tutta la società e ciascuna persona», si legge nel depliant distribuito da “Ditelo sui tetti”).

Qualche numero per capire «cosa si può fare»

E le soluzioni al problema? E il «che cosa si può fare?», oltre alla benemerita dedizione e al benemerito volontariato dei Cav? S’è parlato anche di questo, con proposte persino stravaganti (“radicali” le definisce il relatore che le ha proposte) come una legge annuale sulla famiglia, la valutazione di impatto generazionale delle nuove leggi, il diritto di voto fiduciario per i minori (cioè i genitori votano anche per i figli minorenni, così i politici si danno una mossa per intercettare i nuovi voti). Ma andiamo per ordine.

Anzitutto qualche numero. In sessant’anni in Italia la fecondità è scesa dai 2,5 figli per donna del 1960 agli 1,19 del 2023. Le persone che vivono sole in poco più di un decennio sono passate da 7,4 a 9 milioni: nel 2050 i nuclei familiari composti da una sola persona saranno il 41 per cento del totale. Eppure risulta che il 90 per cento dei giovani desideri creare una famiglia con figli, e il 70 per cento continua a credere nella centralità del matrimonio (percentuale che scende al 46 per cento fra i figli di divorziati). Gli aborti sono meno numerosi che in passato (63 mila all’anno, un terzo circa di quelli degli anni Ottanta), ma sono ancora molto incidenti, se si pensa che in Italia c’è un’interruzione di gravidanza ogni 6 nati.

Natalità, le ricette che sembravano vincenti non funzionano più

Fino a una dozzina di anni fa si sosteneva che il crollo della natalità (meno di 1,5 figli per donna) riguardava i paesi del sud Europa, mentre il nord Europa, Francia in testa, più o meno se la cavava (con medie attorno ai 2 figli per donna). Oggi non è più così: anche la Francia, il mondo anglosassone e i paesi scandinavi hanno perso posizioni. Le ricette che nei diversi contesti sembravano vincenti – quoziente familiare alla francese, focus sui bisogni e sulla lotta alla povertà, assistenzialismi vari che fino a qualche anno fa sembravano dare risultati oggi non funzionano più. La convergenza verso il basso è generale.

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Che fare? «Occorre spostare il focus dal figlio alla famiglia tutta intera», dice Matteo Rizzolli, professore di Politica economica alla Lumsa. È lui che propone la legge annuale sulla famiglia sul modello della legge sulla concorrenza, che ogni anno individua e rimuove gli ostacoli alla concorrenza nelle leggi vigenti: legge annuale sulla famiglia dovrà rimuovere gli ostacoli alla fertilità presenti nelle normative vigenti. Propone pure la valutazione dell’impatto generazionale delle nuove leggi, che l’Europa ha pensato come strumento per la protezione dell’ambiente, e che andrebbe usata anche per andare incontro al desiderio di fare famiglia espresso dal 90 per cento dei giovani italiani. Propone, infine, di consentire ai genitori di votare anche per i loro figli minorenni.

Gli aiuti alla genitorialità che sevono

Lo stesso Menorello ha avanzato proposte robuste. «Servono aiuti alla relazionalità sia sotto il profilo della libertà educativa, sia sotto il profilo della intergenerazionalità, cioè aiuti che riguardano il ruolo dei nonni; e le reti familiari si possono aiutare con tutta una serie di interventi di welfare e fiscali. Anche in materia di lavoro, l’essere genitori deve essere rimesso al centro. La recente legge sulla partecipazione alle aziende contiene una norma che chiede alle imprese di considerare la genitorialità. Quanto al tema del fisco, nel nostro sistema esiste un solo soggetto fiscale: il singolo. Invece bisognerebbe inserire e prevedere una tax unit familiare».

Menorello ha poi ricordato i 40 provvedimenti su temi della vita fragile, della famiglia, della natalità e della libertà di educazione approvati nel corso dell’attuale legislatura anche su stimolo del network “Ditelo sui tetti”, per concluere: «Non è vero che i cattolici non possono incidere. È che troppo spesso si pensa che per incidere occorrono alchimie strane».

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Marina Casini Bandini ha ricordato che se 265 mila bambini sono potuti nascere è perché «il nostro è un volontariato accogliente e non giudicante» quando si tratta delle persone, ma il giudizio etico sulla vita è molto chiaro: «Per trovare speranza bisogna avere il coraggio di dire la verità: la vita di ogni uomo è sacra». È stata questa combinazione fra la sospensione del giudizio sulle scelte personali e il coraggio del giudizio pubblico sulla sacralità della vita che ha reso possibile tante storie a lieto fine, tante maturazioni di personalità come quella della donna aiutata a non abortire che ha scritto: «Nascendo, mio figlio ha donato una vita nuova e pura anche a me».

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