Medici, battaglia sul nuovo codice deontologico. Se «eutanasia» diventa «pratiche per la buona morte»

Il testo sarà reso noto domani, ma contiene molti elementi che non piacciono. Gli ordini di Milano, Bologna, Lucca e Massa Carrara studiano i ricorsi

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Non è ancora stato presentato, ma è già scontro sul nuovo codice deontologico dei medici, approvato lo scorso 18 maggio a Torino dal Consiglio nazionale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurgi e degli odontoiatri (Fnomceo). In particolare, preoccupa l’indiscrezione, trapelata a mezzo stampa, secondo cui nell’articolo 3 il termine «eutanasia» dovrebbe essere stato sostituito con quello di «pratiche per la buona morte». E c’è apprensione tra i medici anche per il contenuto di un altro articolo che potrebbe essere stato modificato, ovvero l’articolo 22 sull’obiezione di coscienza nel caso in cui al medico dovessero essere richieste prestazioni che contrastino con essa o i suoi personali convincimenti, come, per esempio, nel caso dell’aborto.

ATTESI RICORSI AL TAR. Il nuovo codice, che sarà presentato dal presidente della Fnomceo Amedeo Bianco domani, venerdì 23 maggio, data fino alla quale il testo è stato secretato, non ha incontrato l’apprezzamento di alcuni presidenti di Ordini provinciali. Come quelli di Bologna, Lucca e Massa Carrara, che, rende noto l’Ansa, «hanno annunciato l’intenzione di fare ricorso al Tar del Lazio».
Alla base della decisione dell’ordine bolognese c’è il fatto che nel nuovo codice sarebbero stati inseriti argomenti ritenuti estranei al perimetro della deontologia professionale. Tra i quali: il rispetto delle modifiche organizzative decise dai Servizi sanitari regionali o dalle aziende, l’obbligo di avere una assicurazione professionale, la scomparsa della parola eutanasia e le modifiche inserite per le figure dei medici miliari.
«Impugneremo la delibera nazionale e faremo ricorso al Tar del Lazio», ha annunciato il presidente dell’Ordine dei medici di Bologna, Giancarlo Pizza, sottolineando che non è «mai accaduto che un nuovo codice non fosse votato all’unanimità, ma con 10 contrari e 2 astenuti». E ha aggiunto: «Fino alla decisione del Tar, noi applicheremo il vecchio testo del 2006».

“SFUMATURE” SULL’EUTANASIA. L’Ordine dei medici di Milano, il più grande in Italia con 26 mila iscritti, tramite le parole del suo presidente Roberto Carlo Rossi, «sta ancora valutando con i propri legali se e in che modo fare ricorso contro il nuovo codice. Ci sono almeno due punti che riteniamo irricevibili», ha spiegato. «Si tratta di quello sui doveri del medico e la sezione che introduce l’obbligo per i medici di assicurarsi».
Il presidente Bianco, dal canto suo, riferisce l’Ansa, ha già assicurato «azioni di risposta a tutela del nuovo codice» affermando che «le decisioni prese vanno rispettate».
Sul nuovo codice deontologico è intervenuto anche l’ex sottosegretario alla Salute, Adelfio Cardinale, docente emerito di Radiologia e oggi vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, che all’Adnkronos ha detto: «Si tratta di un documento di mediazione, la necessaria sintesi su materie delicate su cui è difficile trovare l’unanimità. Ma, ritengo, si siano fatti alcuni passi avanti, seppure alcuni punti avrebbero avuto bisogno di maggiore chiarezza». La mediazione, infatti, secondo Cardinale, ha reso «sfumate dal punto di vista semantico» le indicazioni «sull’eutanasia».

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