Lupi: «Bersani non si chiuda in un vicolo cieco. Se ci vogliono mettere al rogo, si andrà a votare»

Intervistato dal Corriere, l’esponente Pdl boccia le mosse del segretario del Pd: «Anziché inseguire Grillo, ascolti le parole di Napolitano quando dice che con il pregiudizio non si costruisce nulla»

Maurizio Lupi, intervistato dal Corriere della Sera, fa il punto sulla situazione politica attuale, il cui stallo reca grave danno a un paese che, come testimoniato dagli ultimi dati Istat, ha urgente bisogno di un governo.
«Noi non bussiamo alla porta di nessuno, non stiamo lì con il cappello in mano, sia chiaro», dice l’esponente del Pdl, «ma continuiamo a pensare che il Paese abbia bisogno di governabilità e stabilità, di decisioni su temi concreti per uscire da una crisi economica durissima».

PREGIUDIZIO. Lupi critica le mosse del segretario del Pd Pier Luigi Bersani che insegue Grillo e i grillini prendendo porte in faccia anziché, prendendo realisticamente atto della situazione, aprire un dialogo col centrodestra. «Legittimo» che Bersani cerchi di formare un governo provando a parlare agli esponenti del Movimento Cinque Stelle, «meno legittimo – spiega Lupi – e sicuramente non condivisibile, è che non si seguano le parole del presidente Napolitano quando dice che con il pregiudizio non si costruisce nulla e non si esercita la propria responsabilità».
«È un errore grave – prosegue – che Bersani si chiuda in un vicolo cieco per un pregiudizio anti Berlusconi che va avanti da 19 anni connotando completamente una posizione politica. Lo ripeto, tutti dobbiamo al Paese risposte su dati impressionanti — disoccupazione al 12%, quella giovanile al 39%, aziende che chiedono mutui alle banche per pagare le tasse — ed è su questi punti, sull’abolizione dell’Imu, sulla detassazione dei contributi per i nuovi assunti, sui costi della politica da tagliare, il finanziamento pubblico da abolire, la legge elettorale che dovremmo e potremmo incontrarci. Ma non è possibile se a vincere è il pregiudizio».

NO GOVERNO DI MINORANZA. L’iniziativa spetta a loro, dice ancora Lupi: «Sta al Pd dire cosa vogliono fare. Se insistono su Grillo e va male, e sono indisponibili ad altre soluzioni perché l’obiettivo che conta è mettere al rogo Pdl e Berlusconi e non salvare il Paese, si andrà a votare, non abbiamo certo paura. Ma crediamo che non serva questo oggi all’Italia». Ma non tutte le soluzioni saranno accettata dal partito di Berlusconi: «Non ci si chieda di sostenere con astensioni o formule strane un governo di minoranza del Pd: serve chiarezza al Paese, non giochi».
Anche Grillo è chiamato a essere responsabile: «Anche lui avrà la necessità prima o poi di passare dal “cacceremo tutti” alla dimostrazione che o all’opposizione o al governo con Bersani, anche loro sono in grado di assumersi le proprie responsabilità. Perché poi la prova della realtà arriva per tutti: a Parma, dove governano, hanno le tasse più alte d’Italia e mi pare abbiano accettato l’inceneritore che tanto osteggiavano…».

QUIRINALE. Intanto, conclude Lupi, non sarà l’assegnazione della presidenza di una delle due Camere, a mutare la strategia del Pdl: «Mi pare che tutti in campagna elettorale abbiano sostenuto che le istituzioni andavano salvaguardate dal gioco delle maggioranze. Ma sia chiaro, non è che se ci danno una Camera noi diciamo sì al governo di minoranza: se lo scordino». Discorso simile per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica: se il Pd volesse eleggerlo “da solo” «sarebbe un errore gravissimo. Mai come in questo momento di divisione serve grande responsabilità, e una figura al Colle che non sia divisiva».