Lombardia. Contributi alle scuole autonome dell’infanzia. Del Gobbo: «Per noi è centrale la sussidiarietà»

Approvate le linee di indirizzo per assegnare contributi alle scuole dell’infanzia autonome in Lombardia nel periodo 2013/2018. «Si riconosce la libertà di educazione delle famiglie»

Approvate, nella seduta odierna di Consiglio regionale, le linee di indirizzo per assegnare contributi alle scuole dell’infanzia autonome in Lombardia nel periodo 2013/2018. Il consigliere regionale del Nuovo Centrodestra Luca del Gobbo parla di ulteriore segno del “riconoscimento che queste scuole svolgono una funzione educativa e sociale di pari dignità a quelle statali e comunali”. Con la legge 19/07, precisa Del Gobbo, “Regione Lombardia ha scelto di sostenere l’attività di queste istituzioni con un intervento finanziario integrativo rispetto a quello comunale e a qualsiasi altra contribuzione prevista dalla normativa statale. La pari dignità, infatti, è reale quando si traduce in una parità economica che purtroppo, in Italia, sul fronte scolastico è ancora assente”.

Da anni, la strada imboccata da Regione Lombardia è differente. “Il tema della libertà di educazione – spiega ancora Del Gobbo – sta al centro della direzione politica di questa e delle precedenti legislature regionali. Perché si passi dall’enunciazione dei principi ai fatti concreti servono investimenti seri. La Lombardia li ha fatti. Nel triennio scolastico 2010/2013, per esempio, gli interventi stanziati dalla Regione a favore delle scuole dell’infanzia autonome sono stati pari a 26 milioni di euro e distribuiti a 1500 istituti”.

Il consigliere del Nuovo Centrodestra sintetizza il voto sulle Linee di indirizzo rimarcandone la “forte valenza politica” per tre motivi: “Si riconosce la libertà di educazione delle famiglie; si sostengono gli enti locali altrimenti costretti ad investimenti che non possono permettersi; Regione Lombardia afferma come nuovamente centrale delle sue politiche il principio di sussidiarietà”.

Le linee di indirizzo approvate in aula individuano le “scuole dell’infanzia non statali e non comunali, senza fini di lucro con sede in regione” i soggetti beneficiari dei contributi, a cui si aggiungono anche gli istituti “con un numero di iscritti inferiore a quello previsto in via ordinaria, situati in comuni montani, in piccole isole e in piccoli comuni”. I criteri di assegnazione prevedono che il 50% del finanziamento “venga attribuito in rapporto al numero di sezioni; il 20% in base al numero degli alunni; la restante parte (30%) sulla base del numero delle sedi”. Le modalità operative di presentazione delle domande di contributo saranno stabilite con apposito decreto della direzione Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia.