Libia, nuove esplosioni a Tripoli: colpito il compound di Gheddafi

Nuovi raid Nato sulla capitale libica, si vede il fumo che si alza dal complesso in cui si trova la residenza di Muammar Gheddafi. Il vicario apostolico di Tripoli, monsignor Martinelli: «Bombardamenti sempre più aggressivi». Oggi a Bengasi l’inviato del Cremlino Margelov incontra il leader del Cnt: «La Russia sarà il ponte tra Bengasi e Tripoli»

Continuano i raid della Nato su Tripoli, che sempre di più sembrano avere come obiettivo il leader libico Muammar Gheddafi. Questa mattina, una potente esplosione, seguita da altre tre, ha scosso il centro della capitale libica intorno alle 10.45. Tutte le esplosioni si sarebbero verificate a qualche centinaio di metri dal compound al cui interno si trova anche la residenza di Gheddafi.

Dal complesso si è alzata una spessa colonna di fumo. Un altro raid si era già registrato la notte scorsa poco prima della mezzanotte sul quartiere Al Karama, come riferito dalla tv libica. Secondo il vicario apostolico di Tripoli, monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, sulla Libia «i bombardamenti diventano sempre più aggressivi e intensi». Questa mattina Martinelli a causa di un nuovo attacco ha dovuto interrompere un incontro con la stampa internazionale, in un hotel della capitale, convocato «per cercare di capire quali siano le prospettive» del conflitto. «Qualcuno – riferisce in proposito il vescovo francescano in un’intervista all’agenzia vaticana Fides – non ha nascosto la preoccupazione che qualcosa possa succedere a Tripoli nei prossimi giorni». Martinelli auspica infine che «qualcosa accada sul fronte diplomatico per bilanciare quello che sta accedendo su quello militare».

Intanto è giunto oggi a Bengasi l’inviato speciale del Cremlino, Mikhail Margelov per incontrare il leader del Consiglio nazionale transitorio libico Mustapha Abdel Jalil. Questa è la prima visita di un responsabile russo nella roccaforte dei ribelli dopo oltre tre mesi dall’inizio della sommossa contro il regime. Al canale televisivo Russia 24 Margelov ha dichiarato che Mosca non intende «rompere le relazioni con Tripoli» e ha sottolineato l’importanza dei nuovi «rapporti con Bengasi». La Russia ritiene che il suo compito sia costruire un ponte tra queste due città che «rappresentano la attuale divisione presente nella società libica», ha aggiunto Margelov.