La Sapienza, ministri assediati dalla protesta studentesca

I ministri Orlando, Saccomanni e Lorenzin sono stati “blindati” in Aula magna, mentre all’esterno gli studenti lanciavano petardi. Orlando: «No al dialogo con le bombe carta»

Avrebbe dovuto essere un momento in cui ricordare alle imprese i benefici del rispetto per l’ambiente, con la collaborazione di vari membri del Governo tra i relatori, e vari imprenditori e associazioni di categorie tra i partecipanti, la Conferenza nazionale sulla biodiversità dedicata alla green economy alla Sapienza di Roma. Invece si è trasformato in un momento di caos e nel panico: un gruppo di circa 300 studenti di tutte le facoltà sta manifestando, ma una parte è riuscita a superare le transenne davanti al palazzo in cui si tiene la conferenza, e ha lanciato bombe carta e petardi davanti al palazzo del Rettorato. I ministri all’Ambiente Andrea Orlando, alla Salute Beatrice Lorenzin, dell’Economia Fabrizio Saccomanni sono stati bloccati dentro l’Aula magna per ragioni di sicurezza, blindati da cordoni delle forze dell’ordine.

ANONYMOUS. Il palazzo del Rettorato infatti è stato chiuso e gli agenti in tenuta anti sommossa sono presenti massiciamente sia dentro che fuori il palazzo. All’esterno molti manifestanti, alcuni dei quali con la maschera di Anonymous, hanno tentato di forzare il blocco: le forze dell’ordine hanno allora messo in atto cariche di alleggerimento, per respingerli, mentre volavano petardi e fumogeni. Intanto il rettore Frati, cercando di sdrammatizzare ha chiesto alle autorità di rimanere dentro l’Aula magna, spiegando che fuori era in corso «Qualche botto di saluto siamo vicini a Capodanno. Ma la situazione è sotto controllo». Poco dopo in effetti la folla di manifestanti è stata allontanata, e il ministro Saccomanni si è già allontanato dall’università.

«TOGLIETEVI I CASCHI». Gli studenti invece si sono spostati nella zona sud dell’ateneo, dove qualcuno al megafono ha continuato ad incitare, denunciando che «È stata una carica brutale delle forze dell’ordine, i reparti celere che hanno risposto così a chi chiede diritti per lo studio. Ci sono tre fermati, teste spaccate». Poi hanno gridato agli agenti di togliere i caschi, come avvenuto il 9 dicembre a Torino. In questo momento le forze dell’ordine presidiano anche gli ingressi a tutta l’università.

CONTINUA LA PROTESTA.  Una studentessa è intervenuta sul palco del Congresso nazionale sulla biodiversità in corso nell’Aula magna, a cui partecipano anche alcuni ministri. La ragazza, che è voluta rimanere anonima, ha polemizzato sulla «grandissima frattura tra ciò che avviene fuori e quanto si dice in questa aula magna» e contro Confidustria, che partecipa al convegno, accusando che «Loro la classe dirigente già ce l’hanno e che studiare qui non serve a niente» per le nuove generazioni. La ragazza ha anche attaccato «il governo illegittimo». Le ha replicato il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando: «Io sono per il dialogo ma non credo che il dialogo si sviluppi con le bombe carta. Non ci sono detentori di verità assoluta, così nessun principio si affermerà mai».

LA REPLICA DI CARROZZA. Anche il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza è intervenuta in relazione alla protesta in corso alla Sapienza, affermando che gli studenti «devono convogliare la protesta nell’ambito del percorso democratico interno al mondo universitario. Quando invece sfocia nella violenza per me è inaccettabile».

TENTATA OCCUPAZIONE. Dopo la prima manifestazione con lancio di bombe carta davanti la palazzina dove si tiene il Congresso nazionale, la protesta degli studenti è proseguita con le occupazioni. Una parte degli studenti (300 circa), ha occupato le aule della facoltà di Lettere e Filosofia, bloccando le lezioni. Un’altra parte si è diretta invece in quelle della facoltà di Matematica. I manifestanti dichiarano che il loro obiettivo è «tenere alta la tensione in attesa del rilascio dei due (altri parlano di tre, ndr) studenti fermati, dopo le cariche delle Forze dell’ordine». Due studenti fermati dopo il lancio dei petardi, di cui si conoscono solo i nomi Damiano e Alessandro, sono stati fermati effettivamente ma immediatamente rilasciati.