“Cura l’acne”. L’Europa fa rimettere in commercio in Francia la pillola anticoncezionale Diane 35

La Diane 35 ha causato 4 decessi e 125 trombosi, tanto che fu la stessa Francia a ritirarla. Ma Bruxelles dà ragione alla Bayer che aveva perso 315 mila clienti

La pillola contraccettiva che aveva messo la Francia contro l’Europa tornerà sul mercato a fine gennaio, nonostante la sua pericolosità. La Diane 35, commercializzata dalla casa farmaceutica Bayer, aveva causato trombosi a 125 donne e la morte di altre quattro. Per questo l’Agenzia del farmaco francese aveva deciso di toglierla dagli scaffali delle farmacie. La pillola, che regola gli ormoni della donna, veniva usata come contraccettivo, ma anche per i trattamenti contro l’acne. La casa farmaceutica ne aveva risentito dal punto di vista economico, dato che in Francia, fino al 2012, veniva prescritta a circa 315 mila donne.

DA BRUXELLES. Già prima della decisione, però, le vendite della pillola erano calate del 62 per cento fra il febbraio del 2012 e il febbraio 2013 per via degli articoli apparsi sulla stampa e dell’allarme dato dalla stessa agenzia del farmaco. Così, alla fine del luglio scorso, la Commissione europea ha imposto alla Francia di vendere il contraccettivo, pur chiedendo di dare maggiori informazioni sulle sue controindicazioni. Inoltre, Le Monde aveva parlato del silenzio imposto ai medici negli ospedali francesi.

INDICAZIONI GENERICHE. Come è riuscita Bruxelles a costringere il Paese a rivedere la sua decisione? Della Diane 35 l’Europa ha detto che deve essere commercializzata perché necessaria a curare l’acne o gli ormoni androgeni in eccesso. Mentre per quanto riguarda la sua azione contraccettiva ha parlato solo di necessità di prescrivere la pillola con attenzione, delegando a ciascun paese la messa a punto di un «piano di gestione del rischio», senza fornire limiti precisi né chiare linee guida. Nonostante le indicazioni generiche dell’Europa, il ministro della Sanità, Marisol Touraine, ha detto che ora la Diane 35 «sarà venduta con consapevolezza».