L’inescusabile seriosità con cui Massimo Giannini nel suo nuovo libro riesce a sostenere che il nostro paese con Giorgia Meloni è diventato un “regime”
L’editorialista di Repubblica Massimo Giannini al Salone del Libro di Torino, 16 maggio 2026 (foto Ansa)
La scommessa che faccio con me stesso ogni volta che mi trovo davanti un libro di giornalisti, politologi o intellettuali vari sull’Italia meloniana o proprio sulla Meloni è a quale pagina e con quale intensità troverò il paragone inesorabile, inevitabile, inescusabile con democrature e democrazie illiberali assortite che poi gira e rigira sono sempre l’ex Ungheria orbaniana, essa stessa talmente tanto democrazia illiberale da aver mandato a casa Orbán non per colpo di Stato o consunzione del leader ma attraverso il caro, vecchio voto. Nel caso di La sciamana. Meloni, l’ultima trumpista: fenomenologia della destra illiberale, di Massimo Giannini, edito da Rizzoli, l’incontro avviene presto, già in fase di introduzione.
Anche l’Italia sarebbe rifluita quindi nel novero di quei regimi – la parola “regime” è usata letteralmente – che possono essere definiti illiberali perché mantengono solo un formale esoscheletro della democrazia: in questi paesi, l’Ungheria e basta in realtà, ci sarebb...
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