Italia: 13 mila migranti in quattro giorni, 116 mila nel 2016. Anche la Grecia al collasso

L’Italia ospita già 145 mila migranti nei centri sparsi in giro per il paese e molti sono strapieni. In Grecia, dopo i benefici dell’accordo con la Turchia, sono tornati a sbarcare circa 500 migranti al giorno

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In quattro giorni sono arrivati in Italia 13 mila migranti: 3 mila solo martedì, 7 mila lunedì. La Guardia Costiera ha dovuto effettuare circa 100 operazioni di salvataggio per impedire il rovesciamento dei barconi e nuove stragi in mare. Nel 2016, finora, sono sbarcate in Italia 116 mila persone su un totale di 270.576 migranti arrivati nell’anno in tutta l’Unione Europea. Quasi uno su due, cioè, è entrato in Europa dall’Italia e pochissimi sono stati distribuiti.

CENTRI AL COLLASSO. Di questo passo, gli arrivi potrebbero far registrare un nuovo record rispetto all’anno scorso, quando gli sbarchi toccarono quota 154 mila. I 13 mila migranti sbarcati in questi giorni sono stati trasferiti a Cagliari, Lampedusa, Messina, Cosenza, Porto Empedocle, Brindisi, Augusta. L’Italia ospita già 145 mila migranti nei centri sparsi in giro per il paese e molti sono al collasso.

GRECIA DI NUOVO IN CRISI. Ma l’Italia non è l’unico paese in difficoltà. Anche la Grecia fatica a gestire i nuovi arrivi, nonostante stia attualmente ospitando “solo” 60 mila migranti, la metà dell’Italia, e abbia beneficiato del patto tra Turchia e Unione Europea. Se a ottobre dell’anno scorso attraversavano l’Egeo verso le coste greche fino a 6.800 persone al giorno, dopo l’accordo con Recep Tayyip Erdogan gli sbarchi sono scesi a poche decine o poche unità al giorno, ma nell’ultimo mese i numeri sono tornati a salire.

CRESCONO GLI SBARCHI. In media ad agosto sono arrivati 100 migranti al giorno. Lunedì sono sbarcati 460 profughi. Chi arriva sa che in base all’accordo sarà bloccato sulle isole greche e poi trasferito di nuovo in Turchia, ma tanti cominciano a ragionare come Yasmin Ali, 19 anni, siriana sbarcata due settimane fa insieme alla madre e alla sorella: «Abbiamo deciso di venire lo stesso, perché mio padre è in Germania, non possono rimandarci indietro. Abbiamo famiglia in Europa ormai».

MIGRANTI COME ARMA. L’aumento degli sbarchi è dovuto da una parte al ricatto di Erdogan, che per strappare all’Europa la liberalizzazione dei visti, nonostante non abbia soddisfatto tutti i requisiti richiesti, usa i migranti come il manico di un coltello; dall’altra, alla mancanza di personale nell’esercito e nella polizia, che dovrebbero pattugliare le coste, dopo le migliaia di arresti seguiti al fallito golpe.

CHIO AL COLLASSO. Di conseguenza, spiega il sindaco dell’isola di Chio, Emmanouil Vournous, al Wall Street Journal, «le nostre isole sono state trasformate in strane zone di confino per migranti. Ma anche i cittadini delle isole sono intrappolati qui e il patto siglato con la Turchia non tiene conto delle implicazioni finanziare e sociali su di loro». I campi profughi di Chio possono accogliere fino a 1.100 migranti, ma sull’isola ce ne sono già 3.300. Peggiorano gradualmente le condizioni di vita dei profughi, che lamentano la carenza di cibo e igiene, mentre i residenti sono allarmati perché crescono i furti e i danni soprattutto alle coltivazioni.

CAVALLO DI TROIA. Anche per questo il governo greco ha deciso di alleggerire il carico dell’isola e trasferire alcune centinaia di migranti sulla terraferma. Il sindaco ha paura che le tensioni tra residenti e migranti sfocino in scontri e violenze, per questo approva il trasferimento, che potrebbe però trasformarsi in un cavallo di Troia. La misura infatti potrebbe lanciare un messaggio sbagliato e incoraggiare l’arrivo di nuovi migranti.

Foto Ansa/Ap

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