Irlanda. Quello che lo spot di Amnesty International non vi dice sull’aborto

La ong lancia una campagna secondo cui il divieto di abortire «uccide le donne». Ma tutti i dati dicono il contrario

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Subito dopo la modifica referendaria della Costituzione per l’approvazione del matrimonio fra persone dello stesso sesso, avvenuta in un clima da caccia alle streghe, in Irlanda è stato posto al centro del dibattito un altro tema spinoso: la legalizzazione dell’aborto. Sponsor ufficiale della campagna è la ong Amnesty International.

LO SPETTRO. «Uno spettro si aggira in Irlanda. Un spettro crudele del secolo scorso», spiega il nuovo spot pro-aborto di Amnesty a cui il noto attore cattolico, Liam Neeson, ha prestato la voce. «Ciecamente porta sofferenza, anche morte, alle donne di cui tocca le vite». «Temuto dai politici, questo è un spettro di carta e inchiostro. Una Costituzione scritta per tempi diversi. È l’ombra del paese che abbiamo lasciato alle nostre spalle».

OTTAVO EMENDAMENTO. Lo spettro del video che «incatena l’Irlanda al suo passato», e non è un caso che sullo sfondo del filmato ci sia una chiesa diroccata, è l’ottavo emendamento della Costituzione irlandese, che vieta l’aborto anche in caso di incesto, stupro e malformazione del feto. Secondo Amnesty International, questo è un fantasma che porta sofferenza, addirittura morte, e per questo «va cambiato».

QUALCHE DATO. Poco importa se l’Irlanda è tra le nazioni al mondo più sicure per le donne, con 3 decessi materni registrati su 74.976 bambini nati vivi e un tasso di mortalità di 4 per 100.000 nati vivi. Poco importa se, al contrario, dove l’aborto è legale come in Francia, ogni 100.000 nati vivi il tasso di mortalità è di 10,3. Ad Amnesty International tutto questo non interessa, così come non interessa il numero dei bambini che l’aborto uccide. Solo in Francia sono 220 mila ogni anno. Si aggiunga, infine, che in Irlanda gli aborti clandestini sono rari. Qual è dunque lo «spettro crudele»?

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