Iraq, la legge che abbassa l’età delle spose bambine a 9 anni

Approvata a febbraio dal consiglio dei ministri, ora è discussa dal parlamento: l’età è un riferimento ad Aisha, terza moglie di Maometto, che sembra si sposò proprio a 9 anni

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L’Iraq sta per abbassare l’età entro cui una ragazza può essere scelta come sposa. la nuova “soglia” potrebbe essere fissata ai nove anni. Questo è il succo della Ja’afari Personal Status Law, la legge che codifica matrimoni, divorzi ed eredità in base alla legge sacra, e che dopo essere stata approvata lo scorso 25 febbraio dal consiglio dei ministri è in questi giorni in discussione al parlamento iracheno. L’intento del governo (presieduto dal “moderato” Al Maliki) è quello di strizzare l’occhio alla maggioranza sciita, e di arrivare a un via libera definitivo di questo testo entro il 30 aprile, giorno in cui si svolgeranno le elezioni alle quali il presidente si candida per ottenere il terzo mandato.

AISHA E MAOMETTO. Attualmente, il Paese mediorientale prevede che il matrimonio possa essere celebrato soltanto ad età maggiori: 18 anni se la ragazza non ha l’approvazione dei genitori, 15 se invece c’è l’ok di un tutore. Ma come spiega il Telegraph, l’Iraq vuole equipararsi al vicino Iran, dove vige una teocrazia dominata dagli sciiti e dove le ragazze possono diventare spose già a nove anni. L’età è un riferimento alla vita di Maometto, su cui però non è mai stata fatta chiarezza: quella, secondo alcuni studiosi, era l’età della sua terza moglie, Aisha, al momento delle nozze col profeta.

GLI ALTRI PUNTI DELLA LEGGE. Ma l’apertura ai matrimoni per le bambine non è il solo cambiamento scioccante cui va incontro l’Iraq: la legge (che prende il nome da una scuola di giurisprudenza sciita) condona lo stupro coniugale con una clausola che stabilisce che le donne debbano rispettare le esigenze sessuali dei mariti. Agli uomini musulmani, poi, la cui età da matrimonio è abbassata a 15 anni, viene assegnata la tutela delle proprie donne, mentre viene vietato loro di unirsi con donne non musulmane. La legge regolamenta anche la poligamia e impedisce alle donne di lasciare casa senza il permesso del marito.

SADDAM E IL PARTITO BA’ATH. Particolari che hanno preoccupato non poco le associazioni e ong che lavorano per la tutela dei diritti umani, per nulla convinti dalle spiegazioni di chi sostiene la legge, che hanno giustificato il testo dicendo che esso va a regolare una pratica che esiste già nella vita di tutti i giorni. La pratica dei matrimoni in età giovanissima in questi ultimi anni è cresciuta enormemente, in particolare da quando è caduto Saddam, il cui partito Ba’ath osteggiava le leggi di ispirazione sciita: stando alle cifre dell’Unicef, più del 24 per cento delle ragazze irachene sono sposate già all’età di 18 anni, e quasi il 5 per cento all’età di 15.

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