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Iraq. La bambina rapita e i sordomuti cristiani lasciati morire di fame. Sako: «Jihadisti vanno avanti. Chi sarà il prossimo?»

agosto 25, 2014 Redazione

Proseguono le violenze. Il patriarca caldeo punta l’indice contro Usa, Europa e musulmani inerti e silenti: «Il mondo non ha ancora compreso la gravità della situazione»

Iraq. A Baghdida una bambina di tre anni, Khader Ebada, è stata «letteralmente strappata dalle braccia della famiglia» cristiana. A Bashiqa sono stati ritrovati due cadaveri di uomini cristiani «morti di fame e malnutrizione all’interno della propria abitazione. Si tratta di Georgis David e di suo figlio Saad e, secondo testimonianze locali, si tratterebbe di due persone sordomute che non hanno voluto abbandonare la cittadina da tre settimane nelle mani dei jihadisiti». Sono le ultimi, terribili, notizie che arrivano dall’Iraq, riportate da Asianews.

ANCORA SOLI E ARMI AGLI JIHADISTI. La stessa agenzia ha raccolto anche il nuovo appello del patriarca caldeo Louis Raphael I Sako (nella foto sotto), che dice di aver visitato «i campi profughi nelle province di Erbil e Dohok e quello che è visto e quanto ho sentito vanno al di là di ogni più fervida immaginazione!». I cristiani e altre minoranze, ha raccontato, sono allo stremo, colpiti al «cuore stesso della loro vita».
Finora ben poco è stato fatto per loro e continua «il flusso di denaro, armi e combattenti» a favore dello Stato islamico. «È iniziata la seconda fase della calamità», dice il patriarca, e prosegue la campagna per l’eliminazione dei «cristiani e minoranze dall’Iraq, il mondo non ha ancora compreso la gravità della situazione». «La migrazione di queste famiglie» è «il dissolvimento della storia, del patrimonio e dell’identità di questo popolo».

USA, UE E MUSULMANI INERTI. Sako è molto esplicito anche nel condannare l’inerzia di Stati Uniti e Unione Europea i quali, pur ammettendo la necessità di una soluzione rapida, non hanno preso provvedimenti concreti «per alleviare la sorte» degli iracheni. In egual misura, anche la comunità musulmana ha fatto poco o nulla, rifiutandosi di condannare gli atti terroristici dei jihadisti. «Il fondamentalismo religioso continua a crescere in forza e potenza, dando luogo a tragedie, mentre noi [cristiani] ci chiediamo sorpresi se i leader islamici e gli intellettuali musulmani hanno colto la gravità del problema». Il silenzio e la passività «incoraggeranno i fondamentalisti dell’Is a commettere altre tragedie», avverte il Patriarca caldeo, e la domanda è «chi sarà il prossimo».
Sako, infine, si rivolge ai cristiani che invita a non limitarsi a «dichiarazioni continue», ma a esprimere «una vera comunione» coi cristiani perseguitati, così come fatto dal delegato papale Fernando Filoni nel suo recente viaggio in Iraq.

CHI VENDE ARMI? Alla Radio Vaticana il vescovo caldeo di Aleppo e presidente di Caritas Siria, Antoine  Audo, ha raccontato che «in città, dove vivono la maggioranza dei cristiani e ci sono anche altri, non c’è una presenza diretta violenta. Siamo sotto la protezione del governo. Intorno alla città ci sono tanti gruppi che attaccano e lanciano bombe. La situazione ad Aleppo è piuttosto difficile con problemi di elettricità, di acqua; non c’è sicurezza: non si sa quando arrivano le bombe. E, malgrado tutto, come cristiani, cerchiamo di essere vivaci, presenti, di fare attività. La domanda è: “Chi sostiene questi gruppi?”. Questa è la domanda che rivolgiamo alla coscienza internazionale. Chi vende armi? Chi raccoglie interessi da queste violenze?».

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