Ipocrisia pagata a peso d’oro

Nessun paese si è assunto impegni diretti, ma pretendono la vendita dell’oro del Fmi. Con esiti controproducenti

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Evviva, evviva, recita la stampa perbenista: dopo Colonia i paesi più poveri e indebitati del Terzo Mondo sono un po’ meno indebitati. I criteri per entrare a far parte del gruppo di paesi aventi diritto al sollievo debitorio sono stati rilassati, cosicchè gli stati eleggibili ora sono 33, per un totale di 430 milioni di abitanti, mentre prima erano 26. I tempi per l’erogazione degli aiuti sono stati ridotti. E nel loro complesso le misure decise dal G8 comportano un alleggerimento dello stock del debito pari a 70 miliardi di dollari. Tutto bene, allora? Beh, qualche problemino c’è. Tanto per cominciare non si sa ancora chi e come tirerà fuori i soldi promessi. Sì, avete letto bene: i leader delle grandi potenze mondiali hanno strombazzato nomi e numeri della loro generosa iniziativa, ma non hanno assunto nessun impegno finanziario. Hanno invece fatto i conti in tasca agli altri, stabilendo che il Fondo monetario internazionale (Fmi) venda 10 milioni di once delle sue riserve d’oro, investa il ricavato e utilizzi i proventi a favore dei paesi indebitati, e che la Banca Mondiale metta a disposizione 5 miliardi di dollari provenienti dai suoi profitti, che comunque sono molto inferiori a tale cifra. L’ipotizzata vendita dell’oro, proposta in passato combattuta da Kohl e ora invece entusiasticamente abbracciata da Schroeder, Clinton, Blair e Chirac, ha già provocato un discreto maremoto. L’annuncio, ripetuto tre volte nel corso di quest’anno, ha fatto crollare il prezzo dell’oro da 290 a 260 dollari all’oncia fra maggio e giugno. Si dà il caso che 30 paesi HIPC siano produttori di oro. “Il futuro di questi paesi è compromesso da quegli stessi che dicono di volerli aiutare”, ha dichiarato Gary Mead del World Gold Council. “La flessione del prezzo dell’oro è già costata ad essi 150 milioni di guadagni da esportazioni su base annua. Se il Fmi investisse i 2,3 miliardi di dollari che dovrebbe guadagnare dalla vendita del suo oro in buoni del tesoro americano, porterebbe a casa interessi attivi per 110 milioni di dollari. Fate i vostri conti”. Proprio una bella pensata. Ma non è tutto: alcune testate anglosassoni (l’Economist e il Financial Times) hanno avanzato il dubbio che i soldi per l’iniziativa anti-debito verranno tolti dai bilanci nazionali dell’aiuto al Terzo Mondo. Insomma, una semplice partita di giro: una vera beffa!

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