«In Medio Oriente è in dubbio il futuro stesso del cristianesimo. Si è ormai aperta un’era post cristiana»

Secondo il giornalista che per primo intervistò Osama Bin Laden «lo scenario per i cristiani è molto peggiorato, da un lato per le primavere arabe, dall’altro per l’ascesa degli jihadisti in Iraq, Gaza e Libano»

«Si è ormai aperta un’era post cristiana». A dirlo oggi in un’intervista a Repubblica è Peter Berger, il giornalista che nel 1997 intervistò per la Cnn Osama Bin Laden. Berger, esperto di conflitti mediorientali e oggi alla guida di un think-tank liberal di Washington, non nasconde le sue simpatie per Barack Obama e la sua strategia, ma, al tempo stesso, mette tutti in guardia sul fatto che «nessuno deve farsi illusioni: gli jihadisti dell’Is (Stato islamico, ndr) continueranno ad espandersi, seminando morte e dolore, la crisi durerà a lungo e verrà ereditata nel 2016 dal successore di Barack Obama».

CRISTIANESIMO SENZA FUTURO. I raid statunitensi hanno «ridimensionato le illusioni» dei jihadisti, dice Berger. Il «genocidio» dei cristiani «sarà evitato dalla mobilitazione internazionale cominciata negli ultimi giorni. Ma il problema è più generale: nel Medio Oriente è in dubbio il futuro stesso del cristianesimo. Ai tempi di Saddam Hussein, il ministro degli esteri era Tareq Aziz, un cristiano. Ai tempi di Mubarak, c’era Boutros Boutros Ghali, un egiziano copto, alla guida delle Nazioni Unite. Ora lo scenario per i cristiani è molto peggiorato, da un lato per le primavere arabe, dall’altro per l’ascesa degli jihadisti in Iraq e per la loro inevitabile espansione a Gaza, nel Libano e in altri paesi dell’area».

JIHADISTI OCCIDENTALI. Infine Bremer spiega che ormai al Qaeda è stata messa nell’angolo dall’Is, che «riesce ad attrarre finanziamenti e combattenti anche da paesi occidentali. Si calcola che 700 giovani francesi, 450 britannici e 270 tedeschi siano andati in Siria. Il loro, spesso, è un viaggio di sola andata: hanno poca esperienza militare e muoiono facilmente. Eppure è un altro segnale inquitante di questa nuova fase».