In Bahrein costruiscono la chiesa cattolica più grande della Penisola arabica. Islam infuriato

Il re islamico del Bahrein ha donato un terreno a Manama di 9 mila metri quadrati. La Chiesa fonderà un nuovo distretto apostolico. Proteste nel paese: «Le chiese devono essere distrutte, non costruite».

Il re del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa, musulmano sunnita, ha dato il permesso alla Chiesa cattolica di costruire quella che diventerà la chiesa più grande dell’intero Golfo persico. Donando un’area di circa 9 mila metri quadrati nel sud della capitale Manama, il re ha dimostrato che il Bahrein resta un esempio più unico che raro di libertà religiosa nella Penisola arabica. In Bahrein ci sono circa 65 mila cattolici, i cristiani sono il 9 per cento della popolazione, i musulmani rappresentano l’84 per cento.

ISLAMICI CONTRARI. La decisione del re ha però scatenato dure polemiche. Sia gli islamici sunniti, che rappresentano il 30 per cento della popolazione, sia quelli sciiti, oltre il 50 per cento del popolo nonché gli organizzatori della Primavera araba che per 19 mesi ha visto proteste e manifestazioni nel paese, si sono opposti alla decisione. Più di 70 religiosi islamici hanno firmato una petizione che ricorda che «è proibito costruire chiese nella Penisola arabica, dove è nato l’islam».

«DISTRUGGERE LE CHIESE». Un importante imam del paese ha proclamato venerdì nel suo sermone che non c’è motivo di costruire altre chiese in Bahrein, anche perché «nessuno può credere che una chiesa sia un vero luogo di adorazione e preghiera senza tradire la sua vera fede in Dio». Il governo, come reazione, gli ha imposto di cambiare moschea. Ma molti musulmani si sono anche rifatti alle dichiarazioni rilasciate nel marzo scorso dal Gran Muftì dell’Arabia Saudita Sheikh Abdul Aziz bin Abdullah, secondo cui non solo non bisogna permettere che nella penisola arabica vengano costruite chiese, «ma bisogna distruggere tutte quelle già esistenti».

NUOVO DISTRETTO APOSTOLICO. Il re però, forte della tradizione tollerante del Bahrein, nelle cui acque territoriali è di stanza la quinta flotta della Marina americana, non è tornato sui suoi passi. Secondo il vescovo locale Camillo Ballin «si tratta di un grande segno di apertura, molto importante per il Bahrein, e spero che serva da modello per altri paesi». La libertà religiosa nella penisola arabica è infatti una rarità e i cristiani, anche nei pochissimi casi in cui riescano a praticare la loro fede in pubblico, solo in certi paesi, non possono in alcun modo convertire musulmani e devono essere molto discreti. Il progetto del Vaticano è di aprire un nuovo distretto apostolico riguardante Kuwait, Bahrein, Qatar e Arabia Saudita. Con la nuova divisione dei territori per i due Vicariati del Golfo, la S. Sede ha deciso che ci sia il Vicariato di Arabia del Nord, comprendente Bahrain, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita, e il Vicariato di Arabia del Sud, comprendente Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen. Essendo il Bahrain più centrale tra i 4 paesi del Vicariato di Arabia del Nord, il vescovo Camillo Ballin, d’accordo con i suoi sacerdoti, ha deciso di stabilire la sede del vescovo in Bahrain.