Imberti (Tempo): «Dopo il Cairo, il Meeting sbarca in Giappone» – RS/2

Nicola Imberti, cronista politico del Tempo, commenta a Tempi.it i fatti più importanti avvenuti ieri al Meeting: «Ci si potrebbe chiedere, che cosa c’entrano un imam musulmano o Napolitano con il Meeting? Sono entrambi frutto della capacità del Meeting di incidere nella storia e creare rapporti impensabili. E adesso arriva anche in Giappone»

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Nicola Imberti, cronista politico del Tempo, commenta a Tempi.it gli avvenimenti più interessanti accaduti ieri al Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini.

Qual è stato il momento più importante della giornata di ieri?
Sicuramente l’incontro sull’Egitto con gli esponenti religiosi, politici e culturali del mondo arabo. Mi sembra che ci sia una continuità tra questo incontro e quello di ieri di Napolitano. Sono entrambe esperienze lontanissime da quelle del Meeting di Rimini. Ci si potrebbe chiedere, che cosa c’entrano un imam musulmano o Napolitano con il Meeting?

Complicato rispondere.
Invece è semplicissimo. Il Meeting ha un’enorme capacità di incidere nella storia. E da che cosa lo si vede? Dagli incontri inaspettati che nascono e che poi vediamo a Rimini. In Fiera assistiamo alle conseguenze inaspettate di questa capacità di generare rapporti e amicizie. La più grande di queste conseguenze riguarda il Giappone.

Cioè?

Adesso il Meeting sbarca a Tokyo, dopo il Cairo. Succederà a ottobre. L’invito è arrivato dal governo del Sol Levante e dai monaci buddisti, i bonzi del Monte Koya che vent’anni si erano incontrati con don Giussani e che ormai sono assidui frequentatori del Meeting. Il merito va anche alla collaborazione di Vincenzo Petrone, ambasciatore italiano in Giappone dal 2008. Il titolo sarà: “Tradizione e globalizzazione: cristianesimo e buddismo di fronte alle sfide della modernità”.

Cosa consiglieresti dal programma di oggi?

Tre cose: la prima è l’incontro alle 17 sul titolo del Meeting con il docente Costantino Esposito. Personalmente, ritengo imperdibile quello su Chesterton, al quale partecipano Ubaldo Casotto, Edoardo Rialti e Alison Milbank. Infine, la conferenza con Giuliano Amato e Marta Cartabia sui 150 dall’Unità d’Italia, che rappresenta un po’ il secondo tempo di quello che è cominciato con Napolitano.

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