Li ami, i cani, per quei nipoti che li seguono a quattro zampe, per l’allegria condivisa dei giorni buoni, per l’esserci, sempre, nei giorni brutti
Questi due, uno dietro l’altro, sono Giovanni, mio nipote, all’epoca della foto dieci mesi, e Rommel, 17 anni.
In campagna Giovanni gattonava disciplinatamente dietro a Rommel, che intendeva come il suo capo – giacché entrambi andavano a quattro zampe. Anche i primi due nipoti sono cresciuti gattonando dietro a Rommel, e accarezzandogli il naso umido con le piccole mani. Lui, docile, lasciava fare.Rommel, come ho già scritto, era un cucciolo randagio incontrato in una piazza del Sud, morto di fame e pieno di pulci. Ma fu un colpo di fulmine, quella piccola Volpe del deserto, così che lo caricai in auto e partimmo per Milano. Due ore dopo era già sulle mie ginocchia. Agli autogrill si rifiutava di scendere, temendo di essere abbandonato. Che felice viaggio. «Lei», mi disse Eugenio Borgna, «con quel cucciolo randagio ha raccattato sé stessa».E quella prima estate nei prati delle Dolomiti Rommel faceva il girotondo con Caterina, mia figlia, undici anni, e mi tirava su per i ripidi sentier...
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