Il Parlamento europeo boccia in via definitiva il rapporto Estrela pro aborto e “gender”

La risoluzione che avrebbe sponsorizzato l’aborto come diritto umano è stata respinta per soli sette voti: 334 contro 327

Il Parlamento europeo in sessione plenaria ha respinto per la seconda volta e in via definitiva il rapporto Estrela su “Salute e diritti sessuali e riproduttivi”. La risoluzione che avrebbe sponsorizzato l’aborto come diritto umano, la fecondazione e la teoria del “gender” è stata respinta mentre è stato approvato il testo alternativo del Ppe per soli sette voti: 334 contro 327.

LA RISOLUZIONE DEL PPE. Il nuovo testo realizzato dal Ppe prevede che «la formulazione e l’applicazione delle politiche in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nonché in materia di educazione sessuale nelle scuole sia di competenza degli Stati membri». Si aggiunge anche che «per quanto spetti agli Stati membri formulare e applicare politiche relative alla salute e all’istruzione, l’Unione europea può contribuire a promuovere le migliori pratiche far gli Stati membri». L’approvazione del testo ha fatto decadere di fatto la risoluzione Estrela.

ESTRELA ESTREMISTA ANCHE PER IL PD. La nuova risoluzione è passata grazie agli eurodeputati del Ppe, mentre la maggior parte del gruppo dei Socialisti e democratici ha votato contro. Gli italiani hanno seguito tutti la linea del gruppo di appartenenza, con alcune eccezioni. Alcuni eurodeputati del Pd, infatti, come Patrizia Toia, Silvia Costa, David Sassoli, Mario Pirillo, Franco Frigo e Vittorio Prodi pur appartenendo ai socialisti si sono astenuti, favorendo la sconfitta del rapporto Estrela (Per vedere come hanno votato tutti gli eurodeputati italiani, cliccate qui).
La motivazione della scelta ribelle è spiegata da Toia: «Fin dall’inizio dell’esame in Commissione Donne abbiamo espresso perplessità sulla radicalità dell’impostazione. Occorre chiedersi perché l’onorevole Estrela non abbia saputo con un approccio diverso costruire una maggioranza solida a sostegno della sua relazione in Parlamento».

RAPPORTO ESTRELA. Il rapporto che osteggiava anche la campagna “Uno di noi” era già stato respinto lo scorso 22 ottobre. Tornato in commissione il 26 novembre scorso, era stato approvato di nuovo con modifiche insignificanti. Oggi è stato però respinto in via definitiva. Michael Cashman, europarlamentare e co-presidente dell’Intergruppo Lgbt ha commentato così la bocciatura: «Triste giorno al Parlamento Europeo. Il centro-destra ha respinto il rapporto progressista e approvato un’agenda conservatrice sui diritti delle donne». La stessa Estrela ha parlato di «ipocrisia e oscurantismo». Per Sergio Silvestris (Forza Italia), invece, «la relazione Estrela rappresenta il manifesto ideologico dell’Europa laicista, abortista e portatrice di un modello diverso da quello italiano».

AGENDA “GENDER”. Se il testo fosse stato approvato, gli Stati membri dell’Unione Europea sarebbero stati fortemente invitati a garantire a tutti, anche giovanissimi, aborto (senza consenso dei genitori), contraccezione, fecondazione assistita, rieducazione degli insegnanti, corsi obbligatori a scuola sull’identità di genere e contro la discriminazione delle persone LGBTI.