Governo inglese risparmia sul diritto alla vita dei vecchi e paga il diritto al figlio delle coppie lesbiche

La sanità inglese deve fare tagli per 15 miliardi: mentre permette alle coppie lesbiche di fare la fecondazione assistita gratis, finanzia gli ospedali che aprono le famigerate “death list”.

Nel Regno Unito da questa settimana le donne fino a 42 anni e le coppie lesbiche possono ricorrere a costosissimi cicli di fecondazione assistita attraverso il Sistema sanitario nazionale. Quindi totalmente gratis. Una bella spesa, se si calcola che mediamente per un ciclo di fecondazione bisogna spendere almeno 1.500 dollari, ma è un costo che il governo inglese affronta volentieri per garantire a tutti il nuovo diritto ad avere un figlio.

SERVONO 15 MILIARDI DI TAGLI. La scelta ha il suo peso, soprattutto economico. Il Sistema sanitario nazionale inglese, infatti, sta attraversando una crisi senza precedenti caratterizzata da ospedali locali «tecnicamente falliti» a causa delle centinaia di milioni di sterline di debiti accumulati e discussioni su quali e quanti dipendenti licenziare per fare fronte ai buchi di bilancio. Un’analisi commissionata dallo stesso Sistema sanitario nazionale nel giugno del 2009 aveva previsto che la situazione sarebbe cominciata ad essere critica dal 2011/2012. E così è stato. A causa della crisi finanziaria e dell’invecchiamento della popolazione, il governo inglese ha bisogno di fare tagli al sistema per 15 miliardi se non vuole collassare.

C’È DIRITTO E DIRITTO. Tra le possibilità considerate per ridurre i costi dal rapporto c’era anche quella di escludere la fecondazione assistita dai trattamenti gratuiti. Ma il governo non ha voluto seguire questa strada. Se però, da una parte, il Regno Unito ha deciso di difendere il diritto al figlio, costi quel che costi, dall’altra ha fatto una scelta diversa sul diritto alla vita, o meglio, a non essere uccisi dal proprio medico.

L’IDEA DEL MINISTRO. Il ministro della Salute inglese Jeremy Hunt si è infatti speso per accorciare la vita dei pazienti più anziani, diffondendo e incentivando la la pratica medica denominata Liverpool Care Pathway (Lcp), che dovrebbe servire ad «accompagnare “in modo dignitoso” alla morte i pazienti in fin di vita», inserendoli in vere e proprie “death list” che prevedono di non rianimare i pazienti in caso di attacchi cardiaci o respiratori e perfino l’interruzione di alimentazione e idratazione. Ogni anno, secondo i dati pubblicati dal Ministero della salute inglese, 130 mila persone vengono trattate con il Lcp, circa 60 mila però non vengono informate dai medici.

UN PAIO DI ABUSI. Sessantamila persone all’anno, dunque, vengono lasciate morire senza neanche esserne informati. Uno scandalo, denunciato sui giornali e anche dagli oltre 4 mila medici del Christian Medical Fellowship (Cmf), che il ministro ha commentato in questo modo: «Il Lcp è un fantastico passo in avanti per il sistema sanitario nazionale, che non deve essere demonizzato per un paio di casi in cui si verificano abusi».

DEATH LIST FINANZIATE. Perché il Lcp è definito un «fantastico passo in avanti»? Perché garantisce più posti letto negli ospedali e meno anni di cure per gli anziani. È un bel risparmio, tanto che gli ospedali che hanno introdotto la pratica Lcp hanno ricevuto dal Sistema sanitario nazionale, rispetto agli altri istituti, 30 milioni di sterline in più in totale. Si calcola che negli ultimi tre anni, il governo inglese abbia finanziato le “death list” con 10 milioni di sterline all’anno.

Il governo inglese, dunque, non si fa scrupoli a mandare alla malora il Sistema sanitario nazionale pur di garantire a tutti, ora anche alle coppie lesbiche, il diritto ad avere un figlio. In compenso, siccome risparmiare è necessario, sorvola sui diritti di 60 mila persone anziane all’anno che vengono lasciate morire senza consenso (per non parlare delle altre 70 mila). Due pesi e due misure? No, risponderebbe il governo inglese: vogliamo solo garantire al meglio il diritto di queste persone a una «morte dignitosa» (ed economica).