Il Corriere contro il Tar Lazio: «Stamina bocciato non da parzialità degli esperti ma da mancanza di prove scientifiche»

Dai giudici un «escamotage» che fa perdere tempo e alimenta vane speranze: la nuova commissione non può promuovere un metodo che «nasconde qualcosa»

La sentenza del Tar del Lazio che sospende la bocciatura del metodo Stamina, scrive Giangiacomo Schiavi in un commento pubblicato oggi dal Corriere della Sera, «lascia un’amara sensazione di escamotage»: più che un tentativo da parte dei giudici amministrativi di sostituirsi direttamente ai medici, appare come l’opposizione «all’evidenza medica» di un «cavillo della giurisprudenza» che avrà solo l’effetto di far perdere tempo a tutte le persone coinvolte.

LOTTIZZIAMO LA MEDICINA? Infatti il Tar con il suo verdetto – che annulla il giudizio negativo sulla “cura Vannoni” della commissione nominata dal ministero della Salute in quanto espresso da esperti che in passato avevano già dato valutazioni sulla materia – instrada la disputa «sul sentiero insolito della par condicio e mette in discussione la logica del controllo scientifico sui trattamenti medici». «Ma la non parzialità, che vale per il magistrato, deve per forza estendersi preventivamente anche agli uomini di scienza chiamati a giudicare qualcosa di cui sono esperti?», domanda il giornalista del Corriere. «E ancora: la composizione di una commissione di esperti in sanità da ora in avanti dovrà sottostare alle stesse regole della lottizzazione applicate alla Rai per le tribune elettorali?».

VANE SPERANZE. Ma soprattutto, aggiunge Schiavi, «è bene ricordare» che il metodo Stamina è stato «bocciato non dalla parzialità dei membri della commissione, ma dalla mancanza di prove scientifiche (le uniche in grado di stabilire la validità di una terapia senza creare false illusioni di guarigione)». La nuova commissione già annunciata dal ministro Beatrice Lorenzin potrà forse in qualche modo rovesciare questo giudizio di merito? Con ogni probabilità, no. Come osserva il Corriere, la sentenza del Tar semplicemente alimenta tra le file dei sostenitori della controversa terapia «nuove speranze che purtroppo non potranno essere confermate: quale decisione potranno prendere gli esperti, in par condicio, quando un metodo di cura nasconde qualcosa e non accetta le regole della sperimentazione ufficiale?».