«I socialisti francesi sono sfasati. Fanno il “matrimonio per tutti” anziché occuparsi della crisi economica»

Louis Aliot, vicepresidente del Front National, attacca duramente il partito del presidente Hollande. Intanto i sondaggi continuano a premiare il partito di Marine Le Pen

«La politica del Partito socialista è del tutto sfasata rispetto alle aspettative dell’opinione pubblica. Si ha come l’impressione che i socialisti vivano su un altro pianeta e ciò è vero particolarmente per quanto riguarda il mariage pour tous. Ma i francesi sono interessati a tutt’altro e vorrebbero piuttosto risposte sui problemi dell’occupazione, della crisi economica e della scarsa sicurezza pubblica».
È quanto dichiarato in un’intervista concessa ad uno dei maggiori quotidiani francesi da Louis Aliot, vice-presidente del Front National che, in questo modo, ha confermato nel modo più ufficiale l’opposizione del partito al “matrimonio” omosessuale introdotto dal presidente François Hollande .

SONDAGGI. Solo due mesi fa scrivevamo del risultato di un sondaggio che dava il partito della destra subalpina, nelle intenzioni di voto raccolte dalla società francese YouGov, al primo posto davanti al partito di centrodestra Ump, raccogliendo una percentuale del 19 per cento, con un punto in più rispetto ai “neo-gollisti”, appunto, che si fermavano al 18. Ma oggi i consensi per il Front sarebbero ancora di più cresciuti. Infatti, secondo le rilevazioni di uno dei più conosciuti istituti di ricerca e statistica francesi, l’Ifop, commissionato dal giornale Le Nouvel Observateur, il partito guidato da Marine Le Pen salirebbe alle prossime elezioni europee del 2014 al 24 per cento, con due punti di vantaggio sull’Ump, che si attesterebbe al 22, e cinque sui socialisti, scesi al 19.

LA FRATTURA. Nell’intervista a Le Figaro Aliot, avvocato di 43 anni sposato con due figli, spiega quelle che sono a suo avviso le motivazioni del tracollo non solo del Partito socialista, dallo stesso leader definito «un’imbroglio politico», ma anche di tutti i politici che hanno gestito il potere in Francia negli ultimi trent’anni. «Siamo dinanzi ad una frattura di portata storica» ha affermato il giovane avvocato, nominato lo scorso anno da Marine Le Pen vice-presidente del Fn. «In precedenza, era possibile identificare un certo voto di appartenenza: molti votavano a sinistra perché “erano di sinistra”. Ma si ha l’impressione, confermata d’altronde dalle elezioni locali dei comuni dell’Oise e Villeneuve-sur-Lot, che le cose siano cambiate. Coloro che nello scorso trentennio hanno sempre fatto la scelta a sinistra o centrodestra, si sono volti verso di noi, cioè verso quella formazione politica che non ha mai preso parte agli affarismi di governo e che vorrebbero finalmente verificare per vedere di cosa è veramente capace».