“Guerra dei bagni”. Obama scrive a tutte le scuole, un trans si oppone

Barack Obama ha raccomandato a ogni scuola di consentire agli studenti transgender di frequentare i bagni in base al sesso percepito, pena il taglio dei fondi

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Barack Obama ha fatto inviare dal dipartimento Giustizia ed educazione una lettera a tutte le scuole americane, raccomandando ai responsabili degli istituti di consentire agli studenti transgender di frequentare i bagni in base al sesso percepito. Secondo l’amministrazione Obama, infatti, se un ragazzo si sente una ragazza, anche se non ha cambiato sesso deve poter frequentare i bagni delle femmine. E viceversa.

LA MINACCIA DI OBAMA. La lettera non obbliga le scuole ad agire di conseguenza, ma secondo quanto scritto dal New York Times, che l’ha letta in anteprima, «contiene un’implicita minaccia: le scuole che non obbediscono all’interpretazione della legge dell’amministrazione Obama potrebbero essere denunciati e perdere i fondi federali». Questa settimana la “guerra dei bagni” si è arricchita di un nuovo capitolo, visto che il dipartimento di Giustizia e lo Stato del North Carolina, che ha approvato una legge per impedire che i maschi possano entrare nei bagni (e negli spogliatoi e nelle docce) delle femmine, si sono denunciati a vicenda.

TRANSESSUALE SI OPPONE. L’amministrazione Obama ne fa solo una questione di diritti e non discriminazione, ma c’è un reale problema di privacy e sicurezza. All’interno di un video dell’Alliance Defending Freedom, nel quale diverse donne vittime di abusi nei bagni raccontano la loro esperienza, parla anche un transessuale, che usa il suo nome femminile, Jaqueline Andrews: «Mi oppongo totalmente a una legge che permetta a ogni uomo di dire che è una donna e di accedere così agli spazi femminili».

«PRENDERSI CURA DEI BAMBINI». «In un momento in cui tantissime violenze sessuali non vengono denunciate, noi diciamo alle persone che i limiti non contano», continua Andrews. «Chi si opporrà non verrà ascoltato, ma anzi colpevolizzato per il fatto di sentirsi a disagio. Penso che sia giunto il momento di prendersi cura delle donne e dei bambini, degli interessi delle donne e dei bambini, della sicurezza delle donne e dei bambini».

Foto Ansa/Ap

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