Guadagnare senza tassare si può: «Privatizzando come Regione Lombardia». Capito Monti?

Intervista a Lucia Quaglino, ricercatrice dell’Istituto Bruno Leoni ed esperta di privatizzazioni: «La legge regionale Cresci Lombardia dimostra che è possibile aumentare le entrate percorrendo altre strade che non siano quelle della tassazione. Però ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere».

Privatizzare in Italia si può, anzi si deve se si vuole abbattere lo stock di debito che incombe sulle nostre teste. Il buon esempio l’ha dato Regione Lombardia, che ha approvato lo scorso 4 aprile la legge “Cresci Lombardia”. Nel testo della norma c’è un capitolo che riguarda «lo sviluppo del territorio e la valorizzazione del patrimonio pubblico». «È un primo passo avanti e dimostra che è possibile aumentare le entrate percorrendo altre strade che non siano quelle della tassazione», ha commentato a tempi.it Lucia Quaglino, ricercatrice dell’Istituto Bruno Leoni ed esperta di privatizzazioni. «Aspettiamo che anche il governo italiano faccia una scelta del genere, ma le ultime dichiarazioni del ministro Dino Piero Giarda sulla Stampa non fanno presagire nulla di buono».

La gestione privata, infatti, garantisce un’efficienza maggiore di quella pubblica. «La Lombardia» spiega Lucia Quaglino «è un esempio di virtuosità nel settore pubblico, ma nonostante tutto un privato sarebbe in grado di valorizzare meglio le realtà territoriali in disuso». In discussione c’è la vendita, anche se non confermata, di cinque ospedali: Vimercate, Legnano, Como, Bergamo e Monza, realtà non più in funzione o in procinto di essere sostituite da strutture più moderne. Sulla modalità di attuazione delle privatizzazioni non si sa ancora nulla ma secondo la ricercatrice «una forma valida potrebbe essere la costituzione di fondi immobiliari a maggioranza pubblica e gestiti da privati, che si prenderebbero l’impegno di dar luogo alle migliorie da approntare sugli immobili».

C’è un altro nodo da sciogliere: «Quello della proprietà degli immobili: la legge regionale parla di immobili pubblici in generale. Senza nessuna specifica significa che potrebbero essere impegnati anche beni di proprietà di comuni e province, ma, in questo caso, come verrebbero distribuite le quote di proprietà dei fondi immobiliari? Comunque nella legge si parla, per ora, di “possibilità” e non di “obbligo” di privatizzare».
@giardser